Domanda difficile: come mai il M5s è caduto nel trappolone del disegno di legge 1345 votando per la “riforma dei reati ambientali” e definendola “una vittoria”?

Domanda non facile: come mai Legambiente e Wwf sostengono questo disegno di legge criticato da magistrati impegnati sul fronte ambientale?

Domanda più facile: come mai quelli del Pd hanno dato disco verde all’operazione definendola “una svolta epocale”? 

Domanda facilissima: come mai il governo ha detto di fare presto?

Domanda inquietante: perché il controdestra appoggia questo disegno di legge?

Partiamo dall’ultima domanda.

Marco Fabio Rinforzi descrive bene su FIRSTonline (quotidiano di economia, finanza, borsa e mercato) quella che è la posizione del centrodestra su questo disegno di legge: “Di là dai facili consensi motivati da generiche istanze di tutela ambientale, vanno segnalati, tuttavia, i rilievi espressi da Dorina Bianchi, del Nuovo Centro Destra, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di determinare in maniera più puntuale la nozione dei reati, nel rispetto del principio di tassatività delle fattispecie incriminatrici, in modo che da un lato i cittadini possano conoscere precisamente le condotte vietate, dall’altro non si lascino troppi spazi alla discrezionalità dei magistrati e ad arbitrii che potrebbero danneggiare il sistema produttivo”. 

La posizione del centrodestra è finalizzata a tenere a bada quella magistratura “troppo libera” nell’interpretare il codice penale. L’obiettivo di questa legge è dunque quello di non lasciare troppi spazi di discrezionalità ai magistrati nel definire il “disastro ambientale” e nell’avviare processi su disastri ambientali. Attenzione quindi agli arbitrii che potrebbero “danneggiare il sistema produttivo”.

Ecco allora perché sono stati messi nel disegno di legge 1345 vari paletti (come il disastro ambientale “irreversibile”) che hanno ristretto la possibilità di accusare quegli imprenditori che hanno provocato un “disastro ambientale”. Esattamente come voleva il centrodestra.

Il ministro della Giustizia Orlando ha accolto la sollecitazione del centrodestra, dichiarando che il sistema che oggi definisce il “disastro ambientale” è “incongruo”: “Io ho spinto per far approvare la riforma sui reati ambientali, che ora è ferma al senato. Siamo di fronte ad un sistema incongruo, in cui alcuni illeciti formali vengono sanzionati come reati di disastro ambientale”.

Ma oggi il sistema non è incongruo, dà solo più potere alla giustizia. Con l’attuale articolo 434 del codice penale (con cui si può estendere il disastro di crollo anche ai disastri ambientali), i magistrati possono trascinare in tribunale gli inquinatori dimostrando una situazione di oggettivo pericolo senza dover individuare necessariamente il danno e i danneggiati. Hanno più libertà di azione ora di quanta ne avranno con la nuova definizione di “reato ambientale”.

Ci sono due modi per capire se un testo di legge è buono o no.

Il primo è spendere diverse ore per studiarlo (e a questo proposito c’è un dossier online).

Il secondo è vedere cosa ne pensa il centrodestra.

Il senatore ed ex magistrato Felice Casson, che ha definito questo disegno di legge “un regalo alle lobby”, ha dichiarato in proposito: “C’è una pressione forte da parte del centrodestra per difendere il testo e farlo passare così com’è, ritenendolo perfetto proprio perché l’impostazione è tale da limitare le possibilità dell’azione penale della magistratura”. Aggiungendo: “Presenteremo emendamenti correttivi, ma sarà dura”.

E’ in atto un disastro politico in cui troppe voci a sinistra lodano una legge gradita al centrodestra e sgradita ai magistrati.

Siamo di fronte ad un cavallo di Troia accolto con favore dagli ingenui pentastellati. I soldati stanno già uscendo dal cavallo e si apprestano ad espugnare le città inquinate, quelle che ancora resistono. L’obiettivo è ottenere la resa finale di chi ha lottato.

Esiste una risposta immediata a questo assalto: l’indignazione come strumento di difesa civica. Perché l’ondata di indignazione sia visibile, PeaceLink ha promosso una raccolta di firme online per stoppare la controriforma dei reati ambientali.

Scriveva Stéphane Hessel: “Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza, dire “io non posso niente, me ne infischio”. Comportandovi così, perdete una delle componenti essenziali che ci fa essere uomini. Una delle componenti indispensabili: la facoltà di indignazione e l’impegno che ne è la diretta conseguenza”.

(“Indignatevi!”, 2010)