Il “deludente” risultato del primo trimestre economico “contro le aspettative del governo” non mi sorprende. Al di la delle cifre, che poco o tanto possono essere manipolate quando si tratta di previsioni economiche(non perché si diano cifre false, ma perché si punta più a mettere in evidenza certi indicatori piuttosto che altri, e il Pil, come tutti gli economisti sanno, non è, da solo, un indicatore perfettamente affidabile a segnalare il reale andamento dell’economia), ci sono diversi fattori.

Prima di tutto bisogna dire che il primo trimestre economico è spesso influenzato dalle condizioni climatiche di un paese. E quando queste sono state particolarmente avverse, possono anche aver inciso per qualche decimale sul Pil di una nazione. E’ stato così qui negli Usa, come si legge nella recente relazione della Federal Reserve. Credo che qualcosa del genere si sia verificato anche in Italia. In questi casi però è atteso un recupero almeno parziale nella prossima lettura dei dati economici.

Un’ altra ragione, negativa da un lato, ma positiva da un altro, può essere (per l’Italia) l’avvio del governo Renzi. Il lato positivo è stato quello che ha creato (più nella popolazione che negli addetti ai lavori) molta fiducia, e si sa che la fiducia dei consumatori è un’ottima medicina per l’economia, migliorando quindi anche le aspettative degli analisti.

Le somme però si fanno sulle cifre concrete, non sulla fiducia, quindi è arrivata la doccia fredda. Che però è come un acquazzone: verrà presto dimenticata se il governo riuscirà a mantenere alta la fiducia sul proprio operato.

Servirà un’ulteriore manovra economica? Nella condizione in cui è oggi l’Italia è del tutto inevitabile. Il problema non è se ci sarà, ma chi andrà a colpire.