Inchieste e tangenti, ma Expo non si ferma. Il commissario per l’esposizione Giuseppe Sala, in audizione alla commissione Antimafia, garantisce che la Procura non ha chiesto interruzioni dei lavori e che si continuerà con la tabella di marcia. Nel frattempo il premier Matteo Renzi garantisce la sua fiducia verso il funzionario. “Ad oggi”, ha garantito Sala, “non c’è stata alcuna indicazione dalla Procura di fermare o rivedere alcune delle gare già assegnate. La Procura ci sta dicendo di andare avanti. Ho chiesto più volte che fossero aumentati i controlli ma anche la loro dimensione. Il punto è capire dove esistano più criticità”.  E poi ha aggiunto: “Posso dirlo a testa alta: non ho mai assunto una persona che mi sia stata raccomandata politicamente”. Il presidente del Consiglio difende l’opera: “L’Expo è una grande iniziativa per l’Italia, io sono sicuro che tutti dicono ‘chi te lo fa fare perchè non ti conviene mischiare la tua faccia pulita con quello che è accaduto’, ma preferisco rischiare di perdere qualche punto nei sondaggi per le elezioni che investimenti e posti di lavoro. Non si possono fermare i lavori ma si devono fermare i delinquenti“.

Per Expo 2015, Sala ha detto che “è realistico pensare a un target di 20 milioni di visitatori, 130 mila al giorno, e 24 milioni di ingressi, perché molti torneranno”. Facendo il punto sui lavori, ha poi spiegato che “ad oggi siamo in una fase abbastanza avanzata di infrastrutturazione dell’area. A breve il cantiere diventerà una pluralità di cantieri perché ogni Paese costruirà il proprio padiglione”. Si tratterà di padiglioni prevalentemente prefabbricati. “Quello che dobbiamo fare in quest’ultimo anno -ha rimarcato il commissario di governo- è completare l’opera di infrastrutturazione, e poi entreranno in gioco i diversi Paesi e si passerà alla fase dell’allestimento”. 

“Abbiamo un nome per il sostituto di Paris, ma di questo ne parleremo domani con il presidente del Consiglio”, ha concluso Sala riferendosi a Angelo Paris, direttore generale divisione Construction and dismantling, responsabile dell’ufficio contratti di Expo 2015, arrestato.

Intanto il commissario più volte nominato dagli indagati nelle intercettazioni, smentisce di aver mai avuto a che fare con Primo Greganti: “Mai visto né sentito in vita mia” a margine della sua audizione all’Antimafia. Il nome di Sala spunta nelle conversazioni captate dagli uomini della Finanza nel tentativo della”squadra” di ‘pilotare’ e spartire la torta degli appalti per la costruzione dei padiglioni dei Paesi stranieri ospiti all’Expo per garantire i lavori alle imprese ‘amiche’ con la complicità del manager arrestato Angelo Paris. Il 28 febbraio scorso, infatti, Frigerio durante un incontro con Paris in uno degli hotel di lusso in piazza della Repubblica a Milano, facendo leva sulla necessità di ‘accelerare’ i lavori, “raccomanda nuovamente una soluzione ‘di emergenza’ – si legge nel provvedimento – destinata a ripartire le assegnazioni” tra le aziende già inserite in Expo, tra cui anche quelle ‘amiche’ “Prendete le più grosse, – spiega Frigerio – gli date dieci per una… !”… “semplifica!… Se è l’unica via!”. Un suggerimento quello di Frigerio che Paris dovrà poi ‘girare’ all’ad Sala (che non è indagato) con cui ha il compito, annota il giudice , di “insistere” in modo tale che “la strategia del sodalizio” e cioè fare partecipare alle gare le imprese di riferimento, “sia effettivamente attuata”. “Scegliete voi le aziende o ne scegliete sei che ne fan sessanta …più qualificale… che lavorano già con voi… cosa c’è dietro… con sala insisti!”. Sala viene citato anche in una conversazione precedenti del 29 ottobre dell’anno scorso. Si parla degli appalti per “Architetture di Servizio” in favore del raggruppamento costituito dalla Maltauro spa, e da Cefla soc. coop e l’arresto Cattozzo ricorda, infatti, al suo interlocutore Frigerio che Greganti “per inserire il Commissario di gara di sua fiducia si è rivolto proprio a Sala: “Primo per il Commissario è al/dato lì…eh.. !!”.

La presidente della Commissione antimafia Rosi Bindi al termine dell’audizione invoca maggiori controlli. “Restiamo convinti”, ha commentato, “della necessità di rafforzare i controlli più che cambiare i protocolli. Bene la presenza del commissario anticorruzione ma è anche necessario che ci siano più forze dell’ordine e più task force che controllino tutte le fasi dei lavori, anche l’accesso ai cantieri”. Bindi ha spiegato che con l’audizione di Sala era stata programmata prima delle ultime vicende giudiziarie e che con lui “resteremo in contatto. La commissione – ha aggiunto – audirà il prefetto e tornerà ad audire il presidente della Regione Lombardia” Roberto Maroni. “Perchè il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ascoltato in audizione dalla commissione Antimafia pochi giorni fa, non ci disse che era stato siglato un protocollo con le nuove linee guida per gli appalti dell’Expo? Noi – ha spiegato Bindi – siamo preoccupati dal fatto che, per accelerare i lavori, si possano abbassare i controlli contro il rischio di infiltrazioni criminali”. E’ necessario, secondo il presidente della commissione, “aumentare le forze dell’ordine e le task force che stanno svolgendo i controlli”. Quanto alle linee guida, ha aggiunto, “sono più rigorose della legge sugli appalti, ma quest’ultima va cambiata perchè, ad esempio, le gare al ribasso e la possibilità di subappalti consentono le infiltrazioni”.