Roberto Mancini ha svolto un’indagine approfondita per anni sui rifiuti tossici interrati dalla camorra e per seguirne le piste ha respirato, toccato e assimilato i veleni che ne scaturivano.

Per questo motivo ha contratto un tumore ai linfonodi che meno di una settimana fa gli ha tolto la vita.

Nel mese di novembre dello scorso anno Fiore Santimone, amico sin dall’adolescenza di Roberto Mancini, lanciava su Change.org una petizione diretta al ministero degli Interni (di cui Roberto era dipendente) e alla Presidenza della Camera dei Deputati, per chiedere che a Roberto venisse corrisposto un giusto riconoscimento e indennizzo per l’incarico affidatogli dallo Stato: “Non esiste indennizzo adeguato ma non è giusto che chi ha messo a repentaglio la propria vita per il bene di tutti venga poi indennizzato con soli 5000 euro, come è successo a Roberto”. C’è da sottolineare che Roberto Mancini per la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti (Camera dei deputati), nell’arco di cinque anni, fece numerosi sopralluoghi presso le discariche abusive e venne a contatto con rifiuti radioattivi

Il 7 aprile sono state consegnate 26 mila firme in favore di Roberto Mancini al Consigliere politico del Presidente della Camera dei Deputati, l’On. Carlo Leoni e al Capo Segreteria della Presidente della Camera dei deputati, Fabrizio Castaldi. 

Il giorno seguente Roberto Mancini ha mandato un messaggio ai firmatari della petizione: “Vi scrivo dal letto dell’Ospedale di Perugia dove sono ricoverato a causa del tumore che mi affligge. Ieri sono state consegnate le vostre firme. L’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati si è impegnato nei miei confronti dando mandato al Collegio dei Questori della Camera di procedere all’istruttoria della pratica che mi riguarda. Ringrazio Change.org ma sopratutto ringrazio commosso tutti voi: decine di migliaia di persone che hanno sottoscritto la petizione. È un atto di speranza e la dimostrazione più completa che la solidarietà e la partecipazione esistono ancora. Grazie a tutti.”

Purtroppo poi Roberto ci ha lasciati e nel giorno della sua morte la Presidente della Camera dichiarava: “Esprimo il cordoglio mio e dell’intera Camera dei Deputati per la morte di Roberto Mancini, che ha servito con dedizione le istituzioni su un fronte tanto importante e rischioso come quello della lotta alle ecomafie. Assicuro che la Camera saprà essere vicina come è giusto alla sua famiglia. Le moltissime firme raccolte dalla petizione in favore di Mancini avevano trovato un primo riscontro nell’istruttoria che l’Ufficio di Presidenza aveva affidato al Collegio dei Questori di Montecitorio. Ancora ieri l’ Ufficio di Presidenza è tornato a parlarne, ed a breve si giungerà ad una decisione nel segno della solidarietà.”

Sabato scorso ci sono stati i funerali, funerali solenni per Mancini. Più di mille di persone sono venute a Roma per dare l’ultimo saluto a Roberto: tanti abitanti della terra dei fuochi e tanti agenti della polizia, certo non quelli che qualche giorno prima avevano applaudito gli assassini di Federico Aldrovandi.

Oggi, durante una seconda consegna delle firme della petizione, che ormai sono 70 mila, la Presidenza della Camera dei Deputati ha ribadito l’intenzione di dare un contributo alla memoria di Roberto.  

Purtroppo però Roberto è morto senza avere notizie concrete sul riconoscimento del suo lavoro.