Le immagini dell’Olimpico durante la partita Napoli-Fiorentina, che in queste ore stanno facendo il giro del mondo, mostrano un’Italia ribaltata. Da un lato abbiamo Genny ‘a carogna’ che sta seduto su un cancello ostentando chiari segni di potere: lui sopra, gli organizzatori e i responsabili dell’ordine sotto, lui che si staglia davanti a tutti, con il corpaccione muscoloso e istoriato di tatuaggi, la folla dietro, con tutte le facce che lo guardano, lui che dirige gli ultrà con le braccia, come fosse un vigile (“Stop”, “Avanti”) o un direttore d’orchestra, i responsabili dell’ordine che lo guardano con la faccia all’aria, come se lo ammirassero e attendessero ordini anche loro.

Da tutt’altra parte, ben protetti sugli spalti, ci sono i rappresentanti dello Stato, dell’economia, dello sport e persino della cultura italiana: Matteo Renzi e la moglie, il presidente del Senato Piero Grasso, il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, il presidente del Coni Malagò, l’ex sottosegretario allo Sport Mario Pescante, in passato parlamentare Pdl e segretario Coni, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, Diego e Andrea Della Valle, la compagna di Berlusconi Francesca Pascale, e chi più ne ha più ne metta. Che fanno questi signori e queste signore? Ridacchiano, salutano i fotografi e il pubblico con la mano e al massimo fanno ooohhh con la boccuccia e sgrunt con le sopracciglia, mentre intorno, ben lontano da loro, tutto infuria: fumo, botte, scoppi, urla, feriti. Per poi finire tutti a cantare (canticchiare? seguire col labiale?) – sempre in mezzo agli scoppi e alle grida, a cui a questo punto si aggiungono fischi a più non posso – l’inno d’Italia cantato da Alessandra Amoroso che – poveraccia – con gli occhi, il volto e tutto il corpo dà chiarissimi segni di paura.

Da un lato, dunque, abbiamo tutti i segni del potere e del pieno controllo della situazione in Genny ‘a carogna’, un rappresentante dell’illegalità. Dall’altro, abbiamo tutti i segni della passività, del distacco dal mondo, dell’indifferenza o addirittura della paura in coloro che dovrebbero rappresentare la legalità e come tali dovrebbero essere loro a gestire il potere e tenere la situazione sotto controllo. L’illegalità sopra, la legalità sotto: ecco l’Italia capovolta che sta facendo il giro del mondo. Peggio di così non si può.