Joe è cresciuta, non trova più soddisfazione, ma non molla. E nemmeno il suo “salvatore” Seligman, che continua a rettificarne il racconto: non ci fu la visione blasfema della Madonna nell’orgasmo della piccola Joe, perché non era la Vergine ma Messalina e la puttana di Babilonia.

Occidente e Oriente, e la religione prende piede: sì all’antisionismo, non all’antisemitismo (dopo il Nazi-choc di Cannes 2012 Lars von Trier mette una pezza…), e via alla “generalizzazione” tra Chiesa Ortodossa e Chiesa Romana Cattolica, tra felicità e sofferenza. Joe segue la seconda:l’approccioagli“uominipericolosi”; l’affidarsi a un sadico (Jamie Bell), l’abbandono del figlio; la svolta da passiva a mistress criminale; l’educazione dell’erede; infine, il colpo di scena di “The Gun”.

In attesa della versione uncut – Locarno o Venezia? – ecco il secondo Volume del dittico di von Trier, storia di una donna alla disperata ricerca di ascolto: Nymphomaniac chiede molto, dice poco e non fa sconti. Forse saggio di rieducazione esistenziale, forse trattato di ineducazione sessuale, von Trier ci riconsegna le onde del destino, ma sommersi e salvati non sono gli stessi. Da vedere.