Il dottor Will Caster (Depp) è il massimo ricercatore in Intelligenza Artificiale, ha una bella moglie (Hall), un buon amico (Paul Bettany) e un sogno: ibridare intelligenza collettiva ed emozioni umane, in soldoni, dare un cuore alla macchina. Grazie a dei luddisti 2.0, il sogno diviene realtà: Will lo sperimenta in prima persona trascendente, ma qual è il limite?

Lo storico direttore della fotografia di Chris Nolan, il premio Oscar Wally Pfister, esordisce alla regia con Transcendence, ma non è “buona la prima”: macchina da presa tra le nuvole e coerenza a terra, Pfister fa cattivo servizio alla già manchevole sceneggiatura di Jack Paglen.

Pregevoli le intenzioni, eppure la filosofia della scienza imbarca fandonie, l’interazione uomo-macchina elude il libero arbitrio, gli attori guardano al conto in banca e la liaison tra Will e la moglie Evelyn è Harmony in e-book. Pfister tenta di cambiare sesso a Her di Spike Jonze, ma questo “Him” finisce solo per dare del lei al Cinema.

di Federico Pontiggia 

Dal Fatto Quotidiano del 18 aprile 2014

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