Due mesi fa ha rinunciato alla realizzazione del suo prossimo film, I Miserabili 8 (The Hateful Eight), perché la sceneggiatura è diventata di dominio pubblico per circostanze ancora da chiarire. Oggi Quentin Tarantino il regista di Kill Bill, Le Iene e sceneggiatore di Dal Tramonto all’Alba, può voltare pagina, festeggiando il cult del 1994, Pulp Fiction, che compie vent’anni tornando al cinema il 7, l’8 e il 9 aprile nelle sale italiane The Space.

Palma d’oro a Cannes e Oscar come miglior sceneggiatura originale, Pulp Fiction è l’opera di Tarantino che lo ha consacrato e lo ha reso più popolare tra pubblico e critica. All’inizio della sua carriera il suo stile fuori dall’ordinario, con quella violenza grafica e un estro visivo dirompente, incuteva timore. Al ritmo di rock, funk e blues, nel film si intrecciano quattro storie diverse unite da legami svelati soltanto in seguito, e la narrazione segue una struttura circolare che si muove avanti e indietro nel tempo.

John Travolta e Samuel L. Jackson interpretano Vincent e Jules, due killer professionisti che fanno strani incontri, come quelli con i rapinatori Zucchino e Coniglietta, il pugile Butch (Bruce Willis) che trucca un incontro per scommessa, e Harvey Keitel, una sorta di aggiusta tutto che deve rimediare ad un loro maldestro e sanguinoso errore. E come dimenticare Uma Thurman, nei panni della sensuale ed intrigante Mia, moglie del boss criminale Marsellus Wallace. 

Tarantino presenta il mondo del crimine come semplice routine, in cui non trovano spazio solo il sangue, gli omicidi e rese dei conti palesemente brutali, ma anche un’ironia tagliente. Il suo tocco, misto di sadismo e comicità, riesce a far convivere il sorriso e il grottesco, soprattutto nella presentazione dei personaggi, simpatici e mostruosi nello stesso tempo.

“Pulp Fiction ha cambiato il modo di fare cinema. Mi piace l’idea che in Italia ritorni sul grande schermo. Sono almeno vent’anni che in molti cercano di ricreare quell’atmosfera, quel modo di girare. È bene che i ragazzi – ha dichiarato Samuel L. Jackson – possano vedere l’originale in sala. Ma è impressionante come il film sia capace di rigenerarsi. Ogni anno i ragazzini, cresciuti, lo guardano e diventano fan”. Indimenticabile la sua battuta nei panni di Jules, recitata prima di ogni omicidio e rimasta per anni nel registro delle citazioni cinematografiche storiche: “E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te”. 

Tarantino ha confermato che, tra i suoi prossimi progetti, ci sarà sicuramente Kill Bill 3, per concludere la trilogia di successo che racconta una storia di vendetta al femminile, ma alcune settimane fa, in qualità di ospite d’onore presso il Festival Lumiere di Lione, ha dichiarato: “La mia migliore opera è ancora davanti a me. In teoria mi piace l’idea di fissarmi un limite, magari con una cifra tonda: ancora tre film per arrivare a dieci oppure ancora dieci anni fino ai miei 60 anni. Ma quest’estate ho avuto quattro idee di storie. In ogni caso sfioro l’idea di smettere quando lo deciderò, prima del film di troppo”. 

Il trailer ufficiale