Il governo ha annunciato oggi in Aula alla Camera di aver avviato le procedure per la desecretazione dei documenti che riguardano il caso di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. Lo ha annunciato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Sesa Amici facendo riferimento alle richieste che ci sono state in questo senso nei giorni scorsi.

Falsi testimoni, faccendieri, traffici di rifiuti e di armi, navi affondate, “uomini del Ministero”. Ci sono vent’anni di misteri italiani nei documenti segreti prodotti dai nostri servizi di sicurezza e consegnati – in parte – alle Commissioni parlamentari d’inchiesta sui rifiuti e sulla morte di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin. Sono in molti a chiedere, nell’anniversario dell’agguato di Mogadiscio del 20 marzo ’94, l’apertura degli archivi segreti sul caso Alpi-Hrovatin e sui traffici di rifiuti in cui è coinvolta l’Italia.

Più di 60mila persone hanno aderito all’appello lanciato da Articolo21 su Change.org per la desecretazione dei dossier riservati conservati nell’archivio della Camera dei deputati. La petizione, rivolta alla presidente della Camera Laura Boldrini, è stata promossa appena appresa la notizia che nel maggio scorso l’Aise (l’ex Sismi, il servizio segreto militare) avrebbe opposto il segreto alla Commissione parlamentare presieduta da Gaetano Pecorella che chiedeva la declassificazione di alcuni documenti dei Servizi. Era stata Greenpeace, nel dicembre del 2013, a chiedere la discovery dei fascicoli “sui traffici internazionali di rifiuti e sul fenomeno delle navi a perdere” con una lettera diretta ai presidenti di Camera e Senato. Ma a fine gennaio scorso l’ufficio di presidenza della Camera ha selezionato solo 152 documenti su migliaia di dossier sulla base di criteri poco chiari, che la stessa Greenpeace ha definito “non utili né logici”.

Sull’operazione di trasparenza avviata dalla Camera è intervenuta martedì la stessa presidente Boldrini alle celebrazioni del ventennale dalla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Montecitorio: “Ho scritto la scorsa settimana al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti – ha annunciato Boldrini – per chiedere la desecretazione degli atti sul traffico dei rifiuti e sulle navi a perdere. Aspettiamo le risposte. Per la quantità e qualità dei documenti, si tratta di un’operazione che non ha precedenti”. Boldrini ha poi risposto alla pezione di Articolo21: “Non posso essere io a decidere autonomamente di togliere il segreto. Chiederò al governo e ai servizi di sicurezza se ancora permangono esigenze di riservatezza su questi atti. Lo dobbiamo a Ilaria e Miran, e a noi stessi”.

Oggi, in aula alla Camera, dal governo è arrivata un primo passo verso la desecretazione. “Credo sia arrivato il momento dopo 20 anni di togliere la secretazione sul caso di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”, ha affermto il sottosegretario Sesa Amici. “Il governo è molto impegnato ad attivare le procedure su questo fronte. Crediamo che lo si debba alla loro memoria e alla richiesta giustizia che deve tutelare sempre i propri cittadini. Abbiamo il dovere morale e politico -ha concluso – di corrispondere alla richiesta di verità e giustizia”.

Ma ancora non è chiaro quanti e quali documenti siano oggetto della richiesta di desecretazione. I dossier classificati sono migliaia: 1500 della commissione Alpi- Hrovatin, 750 solo dell’ultima commissione d’inchiesta sui rifiuti, cui vanno aggiunti i documenti delle commissioni ecomafia dalla XII alla XV legislatura. Martedì 19 marzo Greenpeace ha pubblicato la lista dei documenti segreti della Commissione Pecorella: tra i tanti dossier, ve ne sono alcuni che hanno riferimenti diretti alla Somalia, al caso Alpi-Hrovatin, alle navi affondate e a Giorgio Comerio, l’ingegnere che progettava di affondare le scorie radioattive con siluri penetratori. Non ci sono solo i documenti riversati negli archivi della Camera: in una audizione al processo per calunnia nei confronti di Ahmed Alì Rage “Gelle”, l’ex direttore del Sismi Sergio Siracusa ha dichiarato di aver mostrato alla Commissione Alpi-Hrovatin ottomila documenti prodotti dal servizio segreto militare attinenti al caso Alpi.

Aggiornato dalla redazione web alle 14