Giovanni Veronesi torna a scrivere a quattro mani con Ugo Chiti una commedia sentimentale, dopo il fortunato esperimento de L’Ultima ruota del carro, presentato all’ottava edizione del Festival di Roma. L’idea di questo film ha radici lontane, come spiega il regista, che aveva pensato il soggetto insieme all’amico fraterno, nonché collega, Francesco Nuti. I due registi toscani si erano più volte posti il quesito attorno a cui ruota la sceneggiatura: può esistere veramente l’amicizia tra uomo e donna? La risposta per Nuti era inequivocabilmente un no, ma purtroppo, in seguito all’incidente che lo portò nel 2006 a ritirarsi dalle scene, il progetto non prese più corpo, fino al giorno in cui Veronesi ha deciso di rispolverarlo, affidandone il ruolo del protagonista a Fabio De Luigi.

“Quando ho conosciuto Fabio ho subito pensato che avesse il physique du role per questa parte, con la sua faccia da migliore amico ideale” ha detto il regista sull’attore che in Una donna per amica interpreta Francesco, un avvocato e consigliere comunale da molti anni trapiantato a Lecce, dove si alterna tra casi indifendibili e l’attività per una la lista civica locale. Una vita apparentemente ordinaria, se non fosse che la sua migliore amica italo-francese Claudia, si è trasferita in città per stare vicino alla sorellastra tossicodipendente, diventando una presenza costante nella sua quotidianeità.

Si susseguono diverse storie parallele, ma la donna sembra avere sempre la precedenza nella vita del protagonista, in un rapporto che tenderà a complicarsi sempre di più. Tornano alla mente le dinamiche tra Billy Crystal e Meg Ryan in Harry ti presento Sally, anche se siamo distanti anni luce dal piccolo capolavoro scritto dalla compianta Nora Ephron. In questo caso a dividere lo schermo col protagonista è una splendida Laetitia Casta, al suo primo ingaggio cinematografico nel Bel Paese. L’attrice francese con l’Italia ha sempre avuto un rapporto speciale, confermato prima dai dieci anni di relazione con Stefano Accorsi, poi dal neonato amore con Lorenzo Distante, l’assistente di produzione pugliese conosciuto, ironia della sorte, proprio sul set del film. L’ex top model conquista con la sua eleganza, instaura una buona complicità con De Luigi e tentenna ben poco pur recitando (quasi) interamente in italiano: “Sono arrivata sul set e Giovanni (Veronesi) mi ha aiutata molto. È stata dura, qualche volta la battuta riusciva bene, qualche volta no”. Accanto a lei un cast quasi totalmente al femminile, da Monica Scattini a Valeria Solarino e Valentina Lodovini, passando per le due comiche Geppi Cucciari e Virginia Raffaele, per le quali il regista ha voluto ritagliare due personaggi ad hoc, che prendono in mano la vena comica della pellicola. Un film corale in tutti sembrano calzare a pennello nel proprio ruolo, anche in quelli minori, complice la bellezza del Salento in cui vengono collocati diversi personaggi dal dialetto alle volte incomprensibile.

Accantonati i fastidiosi espedienti di Manuale d’Amore 3, come l’onnipresente voce fuori campo, Veronesi sembra aver ritrovato il giusto passo per una commedia romantica, tanto leggera quanto sottile nell’affrontare con intelligenza le ambiguità che si possono creare nel rapporto tra un uomo e una donna. “Questo Paese mette ansia sui sentimenti”, è in questa sorta di j’accuse pronunciato a gran voce dal regista nel film, per bocca della Casta, che ritroviamo la possibile morale della pellicola, incalzata dalle frecciate sul concetto di matrimonio proprio degli italiani, affidate al personaggio della Scattini. Pur non brillando per originalità e percorrendo un filone già ampiamente battuto, Veronesi è riuscito a mettere in piedi una commedia onesta, che fa perno sull’insospettabile alchimia dei due protagonisti, strappando una risata senza dover ricorrere alla volgarità a cui il cinema italiano ha abituato il pubblico negli ultimi anni.

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