Porta il nome di un coniglio selvatico. Ci sono voluti 45 anni per ammetterlo. Ma è solo una questione di tempo. Anche se la menzogna corre veloce è raggiunta dalla verità. La Francia ha effettuato 17 esperimenti nucleari nel deserto algerino. Portano il nome di un coniglio selvatico e solo cambia il colore. Gerboise bianco, rosso e verde. Una bandiera tenuta nascosta come le contaminazioni radioattive. Malformazioni congenite, aborti e malattie di diversa natura. Gli esprimenti atomici sotterranei hanno creato una menzogna nucleare.

Porta il nome di un otturatore di fucile a pietra focaia. Flintlock in inglese. L’esercitazione militare che si svolge in questi giorni nel Niger. Ne va della sicurezza dei potenti. Circa mille militari di una ventina di paesi. La Spagna, la Francia, la Gran Bretagna, l’Italia, i Paesi Bassi, gli Stati Uniti, la Norvegia, la Danimarca, il Canada, la Germania e 8 paesi africani. La lotta contro il terrorismo di matrice islamica giustifica questo e altro. Gli Stati Uniti hanno fatto di questa zona del Sahel una priorità. Si combatte da un lato ciò che si appoggia dall’altro. Non ci sono amici ma solo interessi.

Porta il nome di In Gall. Oasi a un centinaio di kilometri da Agadez nel nord del Niger. Famosa per i datteri che secondo la tradizione erano stato portati da un pellegrinaggio a Medina. Hanno denunciato la morte degli animali. Non lontano dalla città c’è una fabbrica che tratta il minerale di uranio. Il sindaco denuncia la morte sospetta di diverse decine di animali. Hanno utilizzato le acque che dalla fabbrica si disperdono nei campi. Anche i piccoli degli animali nascono prematuramente. Il sindaco teme che la stessa acqua, utilizzata dagli umani, possa portare gli stessi sintomi.

Porta il nome di Sahara e non è morto affatto. L’uranio 235 ha una mezza vita di circa 24 mila anni. La Francia ha eseguito anche esperimenti coi gas chimici per 15 anni. La Total vorrebbe poter trovare spazi per sfruttare il gas di scisto dalle rocce. Nel deserto c’è la flora, la fauna e gli umani che non contano. Non hanno mai ricevuto indenizzazioni o riconoscimento alcuno. La sabbia seppellisce e conserva come il sale. Ci sono eredità radioattive che la strategia atomica ha giustificato. De Gaulle aveva gridato al mondo la vittoria atomica. Una Francia più forte e più fiera.

Porta il nome di Mohammed. Il sindaco di In Gall è stato allertato dalla gente della zona di Azzelit. A 90 kilometri da In Gall dove in questi ultimi giorni sono morti gli animali della fattoria. I cadaveri degli animali sono stati visti nei dintorni della fabbrica. Gli animali dimagrisnono innaturalmente in ogni stagione dell’anno. Il sindaco chiede un’inchiesta sui fatti enunciati. Afferma di avere a  questo contattato a questo proposito le autorità della fabbrica senza risultato. L’acqua si è fatta rara nella regione. Anche le piante di datteri arrivate da Al Medina sembrano soffrire malattie sconosciute.

Porta il nome di un otturatore di arma antica. Le guerre e le armi invecchiano in fretta. Esercitazioni militari e incontri del G5 del Sahel. La sicurezza armata non ha prezzo. Come il commercio di droga di cui l’Africa Occidentale è diventata  produttore e consumatore. Ormai tutto si fabbrica. Anche i bambini poi venduti ai commercianti e soprattutto i poveri. Il petrolio è come la politica e si traffica coi migliori acquirenti sul mercato della dignità. I bidoni che arredano la città di Niamey si trasformano in eleganti pilastrini in cemento. Anch’esso armato come si conviene.

Porta il nome di Ninfea e consiste in campi militari. Si collezionano droni e altri sistemi di controllo militare. La sicurezza per chi detiene il potere e per chi vuole perpetuarlo. In Marocco e in Tunisia secondo indiscrezioni pubblicate di recente. Piante acquatiche che evocano paesaggi esotici. Le primavere arabe profumano a dollari che danzano con le monete raccomandate.Traditori del popolo che dalle piazze rincorrono la democrazia confiscata. Il futuro assomiglia al passato e il Sahel organizza tornei militari senza legittimità.

Porta il nome di Adolphe e arriva con una borsa da viaggio dal Centrafrica. Ha fame di un paese senza guerre e mangia un piatto di riso prima di dormire.