Cinema

“Adotta un film”, ecco come salvare i capolavori del cinema italiano

Iniziativa della Fondazione centro sperimentale di cinematografia. Alcune pellicole conservate negli archivi della Cineteca nazionale verranno "rinnovate" integralmente grazie alle più avanzate tecniche di restauro sostenute attraverso i fondi che i donatori vorranno mettere a disposizione

di Aureliano Verità

Da De Sica a Germi, da Rossellini a Scola passando per Petri, Visconti e Pasolini. Un film di qualità è a tutti gli effetti un’opera d’arte, che ha quindi il pieno diritto al restauro, al pari di un dipinto di Caravaggio o di una scultura del Canova

Da questo concetto è nata l’idea della Fondazione centro sperimentale di cinematografia che ha deciso di proporsi come istituzione di riferimento per un progetto sul modello di Telethon, presentato ufficialmente alla 68esima Mostra internazionale del cinema di Venezia. Adotta un film è il nome dell’iniziativa ideata e realizzata dall’Ufficio marketing e fundraising del Csc per preservare l’integrità delle opere filmiche e di conseguenza l’inestimabile valore che rappresentano a livello storico. Alcune pellicole conservate negli archivi della Cineteca Nazionale verranno “rinnovate” integralmente grazie alle più avanzate tecniche di restauro sostenute attraverso i fondi che i donatori vorranno mettere a disposizione per l’iniziativa.

Che l’Italia sia la culla del cinema è indubbio, visto che il nostro Filoteo Alberini già nel 1895 aveva brevettato il Kinetografo, un marchingegno simile a quello diffuso sei mesi dopo dai più celebri fratelli Lumière. Eravamo ancora sotto la Monarchia, basti pensare che tra i primi storici esempi di cinema viene ricordata la ripresa della visita del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia a Monza, realizzata da Vittorio Calcina. Da quel momento a oggi c’è poco altro da aggiungere, il Bel Paese è diventato una fonte di ispirazione per la cinematografia mondiale.

Film che si sono imposti nell’immaginario comune e che oggi trovano dimora a Roma, presso la Cineteca Nazionale, che conserva con cura il patrimonio filmico nostrano con oltre 80.000 titoli, di cui 2000 disponibili per la diffusione culturale. Un patrimonio enorme e di difficile gestione, specialmente in un periodo in cui i fondi alla cultura vengono costantemente dimezzati. I singoli cittadini potranno effettuare una donazione online con un importo che varia da un euro, con il quale ci si ritroverà inseriti nell’elenco donatori in qualità di “sostenitore del cinema italiano”, passando per 5, 10, 20 e 25 euro con cui si riceveranno diversi gadget con le immagini del film “adottato”, fino a 500 euro, somma che verrà ricompensata con il proprio nome all’interno dei ringraziamenti speciali sui titoli di coda della pellicola reastaurata e nei contenuti speciali del dvd.

Ma oltre alla raccolta fondi, che avverrà principalmente tramite il sito web dell’iniziativa, il progetto mette a disposizione di aziende pubbliche e private un team di esperti specializzati in attività di co-marketing, con l’obiettivo di studiare e creare attività ed eventi per le imprese che vorranno prendere in “adozione” una pellicola, diventandone main sponsor.

Il restauro e la conservazione di un lungometraggio significa anche che verrà restituito al pubblico al termine dei lavori. Adotta un film infatti permetterà di far rinascere pellicole che saranno presentate al pubblico sfruttando come location principale il Cinema Trevi, la sala aperta dalla Cineteca Nazionale. sarà possibile anche la proiezione dei titoli provenienti dal proprio e da altri archivi. In questo modo sarà possibile preservare un tesoro che i grandi maestri del nostro cinema hanno regalato a tutti e che continueranno a essere parte essenziale del patrimonio culturale dell’Italia e del mondo.

“Adotta un film”, ecco come salvare i capolavori del cinema italiano
Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione