Vi propongo un estratto da me selezionato e tradotto del capitolo sulla corruzione in Italia del recente report della Commissione Europea (3.2.2014).

E’ stata approvata una nuova legge anti corruzione nel 2013 ma questa non si è occupata di riformare la prescrizione e di predisporre sanzioni penali per falso in bilancio e auto-riciclaggio. Inoltre non ha previsto un reato per lo scambio denaro-voto e ha separato il delitto di concussione da quello di corruzione, cosa che potrebbe condurre ad ambiguità in pratica e limitare la capacità di perseguire questi fenomeni. […]

In Italia il 97% degli intervistati crede che la corruzione sia molto diffusa (è il secondo Paese in Europa) e l’88% ritiene che concussione e corruzione siano spesso il modo più semplice per ottenere alcuni servizi pubblici. Il 92% pensa che favoritismi e corruzioni danneggino la competitività del Paese. La sfiducia nelle istituzioni pubblica è molto diffusa. […]

La Corte dei Conti ha affermato che i costi diretti totali della corruzione ammontano a 60 miliardi euro, equivalenti all’incirca al 4% del PIL. L’economia nascosta (in nero…) si stima che equivalga al 21,5% del PIL. […]

Il c.d. “lobbying” in Italia non è regolato e non esistono obblighi di registrazione per i lobbisti nè devono essere segnalati i contatti tra pubblici ufficiali e lobbisti. […]

Mentre la capacità della carta stampata di denunciare la corruzione è abbastanza buona, la situazione complessiva dei media è di quasi monopolio. L’Italia si colloca tra i paesi “parzialmente liberi” nel Freedom of Press index. […]

Le intersezioni tra politica, crimine organizzato e affari destano grande preoccupazione: si ritiene che proprio la grande diffusione della corruzione in campo sociale, economico e politico attragga i gruppi criminali, piuttosto che l’inverso. […]

In diverse occasioni sono state emanate norme “ad personam” (così anche in inglese, ovviamente…) per favorire politici che erano anche imputati anche per fatti di corruzione. […]

Non ci sono sufficienti garanzie per evitare improprie influenze nel finanziamento dei partiti e il Gruppo Europeo per la Lotta alla Corruzione ha più volte sollecitato l’Italia a porre a rendere effettivi maggiori controlli. […]

Circa l’11,14% dei processi in Italia sono terminati con la prescrizione nel 2007 (mentre la media europea oscilla tra lo 0,1 e il 2%) anche perché questo istituto continua a decorrere dopo la decisione di primo grado. […]

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Il quadro è in gran parte tristemente noto a chi legge, ma leggere tutto insieme in un documento ufficiale delle istituzioni europee fa venire i brividi, oltre alla vergogna e l’indignazione.

Se la politica fosse seria, dovrebbe tuffarsi a capofitto in un forte dibattito su questi temi anche per recuperare la fiducia dei cittadini, che invece paiono ormai rassegnati (e la rassegnazione all’inutilità di essere onesti è una vera sventura, come diceva Corrado Alvaro…).

Le indicazioni di questo report dovrebbero anche far riflettere anche tutti gli scettici verso Bruxelles: l’Unione Europea può essere una grande occasione di buona politica e democrazia avanzata…ma dipende anche da noi e dalla nostra voglia di aprire gli occhi e affrontare i veri problemi.

(…a meno che anche la Commissione sia di fatto in mano alle toghe rosse…?!?)