Ancora sbalorditi, e forse nemmeno tanto, per il caso del dottor Antonio Mastrapasqua, molti non riescono a credere a quel che riportano i giornali e davvero pochi si chiedono come sia potuto accadere. Anch’io – abbagliato dalle straordinarie capacità che connotano chi viene taumaturgicamente collocato in certe posizioni di responsabilità – ho diffidato delle perfidie che la stampa non ha esitato a scatenare nell’etere, sulla carta e in Rete.

Tutti gridano allo scandalo, ma mi sembra impossibile che proprio qui – in Italia – possano verificarsi episodi così incresciosi. Perché ho letto quel che si dice nella pagina web in cui l’Inps celebra il proprio (adesso ex) Presidente, perché ho visto con i miei occhi che “è stato l’unico presidente dell’Inps ad avere ricevuto il voto favorevole all’unanimità di tutte e due le Commissioni Lavoro di Camera e Senato, che devono esprimere un parere consultivo alla nomina del Presidente Inps”.

Tutti procedono in un impietoso crucifige e invece io mi commuovo al pensiero di uno stakanovista con una ventina di incarichi, personaggio scelto e consacrato con un provvedimento firmato addirittura dal Presidente della Repubblica, proprio Giorgio Napolitano – come avrebbe detto l’agente Catarella nel sequel di Montalbano – “di persona personalmente”. E il Presidente ha firmato su proposta non di uno qualunque, ma del Ministro del Lavoro pro-tempore Maurizio Sacconi che non può certo aver preso uno svarione.

E come spiega il sito dell’Inps si è trattato di una vera e propria acclamazione bipartisan: possono aver sbagliato decine di onorevoli e senatori di qualunque schieramento politico? Per avere rassicurazioni sulla serenità della scelta e sulla valenza dei requisiti probabilmente si può girare la domanda proprio a loro, individuandoli agevolmente grazie agli efficienti siti web della Camera e del Senato dove sono puntualmente storicizzati nomi e partiti di appartenenza. I nostri rappresentanti nelle corrispondenti commissioni parlamentari forse non attendono altro che spiegare il perché della loro corale adesione alla proposta, decisione senza dubbio assunta dopo aver soppesato farmaceuticamente ogni caratteristica del candidato.

D’altronde siamo in Italia, dove chi vuol fare il carabiniere deve temere anche per le più infinitesimali pecche di un lontano trisavolo, dove basta una diottria in meno o mezzo centimetro di statura per veder frantumati sogni e aspettative. E quindi chissà quali estenuanti valutazioni hanno preceduto la designazione e la nomina di chi è meritatamente destinato a governare (anche) le sorti previdenziali del Paese.

A legger le norme, e lo stesso Dpr di nomina, si scopre che l’incarico ha durata quadriennale. Con fatica sommo quattro a 2008 e – pur titubante – mi vien da pensare che il totale sia 2012. Guardo il calendario e vedo 2014.

Ci penso un po’ e subito capisco. Per paura di perdere quello che (sempre sulla pagina dell’Inps) è stato definito “un manager privato in prestito alla Pubblica Amministrazione” il Governo Monti con il decreto legge 6 dicembre 2011, n° 201 (al comma 9 dell’articolo 21 per i più curiosi), il mitico “decreto Salva Italia”, ne ha prorogato il mandato fino al 31 dicembre 2014. Meno male. E fortuna che il decreto è stato provvidenzialmente convertito dalla legge 22 dicembre 2011 n° 214, senza dover attendere gli ultimi dei sessanta giorni per provvedere.

E come in tutte le vicende del Bel Paese (il formaggio, naturalmente) non poteva mancare la solita magistratura. E il 3 aprile 1997 la prima sezione penale della Suprema Corte di Cassazione infligge 10 mesi di reclusione per una vicenda legata a qualche nebuloso trascorso universitario del dottor Mastrapasqua. Al pari di Aldo (quello di Giovanni e Giacomo) esclamo senza esitazione “Non ci posso credere!!!”.

E ho ragione di farlo. Così come Presidente della Repubblica, Ministro Sacconi, le due Commissioni Lavoro in Parlamento, il Governo Monti e così a seguire hanno fatto nelle diverse occasioni di rispettiva competenza.

E c’è un motivo. Validissimo. A Ottobre scorso, il 28 a noi che piace esser precisi, il dottor Mastrapasqua è stato infatti premiato da ALUMNI, l’Associazione dei Laureati in Economia all’Università La Sapienza, con il riconoscimento “Best in Class”. Ho guardato anche il filmato pubblicato su YouTube e ho dovuto aspettare un’ora e sei minuti per vedere il breve intervento di quello che per me è sempre stato un esempio di bravura, un invidiabile campione di affermazione sociale.

Non nascondo solo una piccola delusione. Speravo di vedere anche il bidello, quello – anche lui bravissimo – che registrava gli esami mai fatti. Non c’era. Forse per ragioni di privacy. Forse, più semplicemente, perché l’Award “Best in Corridor” si terrà l’anno prossimo…