Prima di demonizzare o fare la caricatura della esperienza del 2008 della Sinistra Arcobaleno, come ho sentito fare in questi giorni in dibattiti di sinistra, è utile ricostruire cos’è stata veramente.

Ricordiamo innanzitutto che nello stesso giorno in Friuli Venezia Giulia si votò per le regionali e la Sinistra Arcobaleno prese il 5,65 – era in coalizione col Pd – mentre nello stesso Friuli gli stessi elettori per la Camera gli diedero il 3,1.

Elettoralmente la Sinistra Arcobaleno venne falcidiata dal mito del presunto voto utile per Veltroni, che si era rifiutato di accettarla in coalizione.  

Ma andiamo con ordine, citando come fonte Wikipedia.

Il 31 maggio 2007 si svolge la prima riunione dei segretari e dei capigruppo dei quattro partiti interessati mentre il 7 giugno si tiene a Roma la prima assemblea pubblica dei parlamentari di PRC, PdCI, Verdi e SD, riuniti per delineare una posizione politica comune ed avere più voce all’interno della coalizione[8].
L’8 e il 9 dicembre 2
007, presso la Nuova Fiera di Roma, si tiene l’assemblea della Sinistra e degli Ecologisti, che dà vita al nuovo soggetto politico denominato la Sinistra – l’Arcobaleno.(…) La nuova formazione, il cui candidato premier è l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, ha impostato la propria campagna elettorale sui temi tradizionalmente cari alle forze discendenti dal movimento operaio (lavoro, salari, pensioni, precarietà), a cui vengono unite le tematiche ambientaliste tipiche della Federazione dei Verdi, l’impegno per la pace, per i diritti civili e la tutela della laicità dello Stato. A tutto questo si univa infine la promessa di una forte opposizione ad un eventuale governo di larghe intese, di cui Bertinotti si è dichiarato strenuo oppositore.(…)
A seguito del fallimento elettorale, il cartello elettorale si scioglie: il PdCI annuncia l’abbandono del progetto della Sinistra Arcobaleno e propone una costituente dei partiti comunisti italiani, mentre anche all’interno dei Verdi e del PRC vi è una spaccatura tra chi propone il rilancio del soggetto unitario e chi il suo abbandono.
L’esperienza de la Sinistra l’Arcobaleno viene invece rivendicata da chi sostiene la creazione di un nuovo partito unitario della sinistra: nasce così l’associazione Per La Sinistra, embrione di quello che nel dicembre 2009 diventerà Sinistra Ecologia Libertà, a cui partecipano Sinistra Democratica, il Movimento per la Sinistra (scissione dal PRC dei bertinottiani guidati da Nichi Vendola) e Unire la Sinistra (ex corrente del PdCI guidata da Umberto Guidoni).

Aggiungo io: Sinistra Arcobaleno fu dunque una federazione delle 4 componenti dell’ala rosso verde della coalizione di Prodi, ministri, sottosegretari e deputati , e se il malinteso ricatto del voto utile non l’avesse elettoralmente falcidiata avrebbe molto probabilmente dato vita a un soggetto unico (destinato a confliggere ma anche a dialogare e allearsi col Pd) salvo che per i piu nostalgici dell’identità comunista e dell’identità verde che forse non avrebbero partecipato. Fu indubbiamente una lottizzazione, perché c’erano le liste bloccate e i 4 partiti dovevano predeterminare a tavolino l’ordine di lista. Ma la comune esperienza di governo (sì, di governo), le battaglie comuni condotte all’interno di quella coalizione (Dal Molin, Tav, redditi), il confronto programmatico pre-elettorale, il sostegno di molti che non erano di nessuno dei 4 partiti portavano verso un processo costituente.

Sinistra Arcobaleno fu vittima innanzitutto della  diffusione superficiale e/o becera della falsa accusa secondo la quale il governo Prodi sarebbe stato fatto cadere dalla conflittualità dei partitini di sinistra (venne invece fatto cadere da Mastella e Dini, quest’ultimo eletto nelle liste del futuro Pd). Inoltre, l’illusione di poter fermare Berlusconi col voto utile a Veltroni sottrasse negli ultimi giorni prima dle voto più di mezzo milione di voti a Sinistra Arcobaleno.

La “terra di mezzo”, il soggetto della ricerca della terza via tra apocalittici e integrati, era allora la Sinistra Arcobaleno. Non è giusto dipingerla ora come la caricatura di Diliberto che voleva la salma di Lenin, che fu un aspetto secondario di quella “sinistra radicale”. Di fronte agli sbarramenti del 4% (europee) o addirittura del 5% e dell’8% (Verdinum) nessuno propone di ripetere paro paro quel tipo di cartello, ma è sbagliato o irrazionale o strumentale fraintendere il senso di quell’esperienza e trasformarla in uno spettro.

 

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