L’operazione politica è tutta da definire nei tempi: il dato certo è che Nunzia De Girolamo, ministro dimissionario dell’Agricoltura, coinvolta nello scandalo Asl a Benevento, lascerà il Nuovo centrodestra alfaniano per tornare tra le braccia della rinata Forza Italia di Silvio Berlusconi. Probabile che avvenga prima della mozione di sfiducia contro di lei – dovrebbe essere in calendario il 4 febbraio – o nei giorni immediatamente successivi, giusto per complicare la vita del “fu delfino” Angelino. L’operazione traghettata da Denis Verdini e benedetta da Silvio Berlusconi, avverrà. E se tutto in Forza Italia è in discussione, se Berlusconi ha mostrato aperture a falchi e colombe anche sul ruolo da affidare a Giovanni Toti, per la signora Nunzia, coniugata Boccia, le porte sono aperte. Punto. Il Cavaliere è andato oltre: ha fatto sapere dalla clinica dove si trova a dimagrire che se non si dimettesse prima del voto, tutti i parlamentari di Forza Italia sono invitati a votare contro la mozione di sfiducia. Il ministro, in Transatlantico, ha ripetuto ai vecchi colleghi: “Mi sono sbagliata, sono pronta a rientrare. Alfano e i suoi mi hanno lasciata sola nel momento di difficoltà, Silvio non l’avrebbe mai fatto”.

È il primo passo della tattica berlusconiana ai tempi del renzismo: riportare a casa i transfughi. C’è posto per tutti, meno che per lui, quello che Arcore considera il grande traditore, Angelino Alfano. Non sono tenere le soldatesse del Cavaliere, le varie Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo. La scelta di riaccogliere il ministro dimissionario dell’Agricoltura non entusiasma neppure Francesca Pascale che, con il trascorrere dei mesi, ha acquistato molto più che un diritto di parola sul partito. Ma non saranno loro a far cambiare idea a Berlusconi: “Abbiamo bisogno di tutti, non ci possiamo permettere gli errori del passato”.

Anche Toti ha avallato il rientro della De Girolamo anche se l’operazione, alla fine, l’hanno portata a termine Denis Verdini e Deborah Bergamini, legata alla De Girolamo da una vecchia amicizia. Al nuovo consigliere politico e portavoce unico di Forza Italia spetta invece il compito di mettere insieme le candidature per le Europee. Un puzzle per niente facile visto che il posto potrebbe fare gola a molti. Con l’instabilità e un futuro incerto infatti, gli eletti si assicurerebbero un posto certo al Parlamento europeo per cinque anni. Cosa che non è all’orizzonte in caso di elezioni politiche, visto il caos istituzionale e un sistema elettorale sul quale c’è solo un accordo di massima con Matteo Renzi.

“Ma vedrete – dicono le persone vicine al Cavaliere – l’operazione non si ferma qui. È probabile che insieme a De Girolamo facciano ritorno a casa anche altri parlamentari”. Questo vorrebbe dire mettere a serio rischio non solo il partito di Alfano, nato già sepolto dai sondaggi, ma anche il governo delle larghe intese. Un’operazione che mette in difficoltà Enrico Letta e Giorgio Napolitano.

da Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2014