Come sempre accade in questa settimana la Svizzera diventa il centro del mondo grazie al World Economic Forum di Davos. Tutti i potenti del pianeta si riuniscono nella nota località elvetica per affrontare i temi economici del momento. E’ una scadenza fondamentale che spesso rivela sorprese, ma il più delle volte disvela ovvietà. L’attenzione che riesce a catalizzare questo momento stimola gli analisti e condiziona la lettura dei “quartali” che costituiscono la mappa di quanti ormai liberi dalla mano invisibile del mercato si concentrano a sbirciare tra fondi sovrani ed eterni subprime.

Il luogo è fantastico e per arrivarci la strada è lunga e tortuosa. Tutti i media del pianeta si concentrano lì in una zona accerchiata da boschi argentati e piccola, davvero piccola per contenere il mondo. Ma il mondo è lì, dove i simboli si concentrano sotto il gracchiare dei corvi svolazzanti in quota e dove la neve ovattandole, silenzia le emozioni. Tiri un respiro forte per immagazzinare tutta quella purezza dell’aria, prima di scendere a valle ed immergerti nell’abitudine rumorosa.

Davos è sempre Davos. Sì, un po’ come per noi italiani Sanremo è sempre Sanremo…e viene subito dopo. Quest’anno però, la Puglia e la città di Bari hanno creato una magica e simbolica circostanza. Sabato 25, a poca distanza dalla chiusura dei lavori del Forum ed a poca distanza da Davos, tra St. Moritz e Pontresina, a Samedan per l’esattezza, si terrà un evento: la Puglia in Engadina. Gli organizzatori, guidati da un giovane Assessore al marketing territoriale della giunta Emiliano di Bari, Antonio Vasile, assieme al consolato svizzero in Puglia, alla Fiera del Levante, alla federazione degli albergatori ed all’Udis.ch (Unione di italiani e svizzeri in Europa) e soprattutto grazie all’appoggio di imprenditori pugliesi impegnati nel turismo culturale e nell’agroalimentare, hanno creato un momento unico e particolare: una serata pugliese con prodotti d’eccellenza e la Notte della Taranta. giunti in Engadina per l’evento si esibiranno alcuni dei gruppi che incantano l’agosto pugliese con la famosa notte.

Una metafora per nostri tempi. Quest’anno il Wef finisce con la pizzica pugliese a due passi. Il ballo etnico che sta conquistando tutti e che dispiega i suoi effetti curativi anche qui, nel cuore della Svizzera. Il ballo che ormai rappresenta l’inno alla gioia di migliaia di giovani pugliesi che come hanno fatto con i propri vini, oggi ritrovano la propria felicità nel turbinio del ballo, incessante e mosso dall’abile crescendo dei tamburelli sapientemente manovrati. Il ballo che cura dal morso del ragno. Ne ha proprio bisogno il mondo di questi tempi. La ragnatela della crisi infranta dalla felicità del buon vivere, del vino e della danza spensierata.

Chi esce da Davos quest’anno alla ricerca di una risposta, di una cura per una crisi, beh può andare verso sud. Incontrerà un tunnel, lo superi e si troverà a Samedan. Nell’hotel Bernina 1865, forse non troverà la risposta alla crisi, ma vedrà una piccola luce fuori dal tunnel…quella della Puglia che balla in Engadina, che vive nel cuore di una Europa che non sa dove andare, di un Italia che vuole ricominciare. Una piccola anteprima tutta pugliese, con Bari al centro di quello che sarà la scommessa degli italiani con l’Expo 2015. Turismo, cultura e stile di vita italiano. Cosa c’è di meglio per uscire dal tunnel? Cosa abbiamo di meglio da offrire? Le due Regioni: Puglia ed Engadina rappresentano a loro modo la miniatura della soluzione. Sono due sistemi territoriali unici e con miniere infinite di bellezza. Il loro esempio potrà far capire che l’economia del futuro non può che passare da queste strade. E che lo si faccia col sorriso e ballando per neutralizzare il veleno del ragno!

di Massimo Pillera