“Già oggi il 50 per cento delle automobili nell’Europa occidentale e il 20% in Cina è tedesco. Le nostre hanno un’ottima reputazione mondiale e le prospettiva per il 2014 sono senz’altro di crescita”. Così la scorsa settimana si espresso Matthias Wissman, presidente della Verband der Automobiliindustrie, l’associazione che riunisce gli industriali tedeschi dell’automobili in un’intervista al quotidiano Passauer Neuen Presse. In realtà, nonostante la Frankfurter Allgemeine Zeitung parli di “tempi d’oro”, i dati riguardo la domanda interna tedesca non sono proprio positivi: rispetto al 2012, c’è stato un calo di circa tre milioni di immatricolazioni in Germania. L’ottimismo di Wissman è però sostenuto da tre dati: il primo riguarda il più 5,4% di nuove auto vendute a dicembre 2013 rispetto lo stesso mese dell’anno scorso. Il secondo riguarda la crescita dei nuovi paesi emergenti dove la domanda di auto europee, e tedesche in particolare, è in continua crescita tanto che, anche per essere più vicini ai mercati, si stanno sviluppando nuovi stabilimenti di produzione in Messico (Audi), Stati Uniti (Volkswagen e Daimler), Brasile (Bmw) e Russia e Cina (sempre Volkswagen). Il terzo è quello degli investimenti in ricerca e sviluppo sostenuti dall’industria automobilistica tedesca, mai così sostanzioso come nell’anno appena passato, ben 23mila e 500 milioni di euro. “Nessun altro settore investe così tanto e ci aspettiamo che il dato cresca ancora quest’anno visto l’impegno che le nostre aziende stanno sostenendo per migliorare mobilità elettrica e la connettività. Il nostro spirito di innovazione è la chiave del successo nel lungo periodo e assicurerà posti di lavori in Germania”. 

L’auto tedesca si prepara quindi a nuove sfide. E per farlo ricorrerà anche a giovani ingegneri e tecnici italiani. E’ partito da poco la selezione StartUp Europe Italy, un programma di qualificazione aziendale di 24 mesi lanciato dal gruppo Audi (che significa anche Volkswagen, Ducati, Lamborghini e Italdesign Giugiaro). I primi selezionati inizieranno il prossimo aprile con un periodo di tre mesi presso una delle aziende italiane del Gruppo, seguito da 21 mesi in una delle sedi Audi o Volkswagen in Germania integrati da un corso di tedesco ad hoc. L’obiettivo, come spiega Thomas Sigi, membro del Consiglio di Amministrazione per le Risorse Umane Audi Ag è di “dare l’opportunità a giovani laureati italiani di partecipare a progetti interessanti e di perfezionarsi a livello internazionale. Esauriti i due anni di di formazione professionale ci saranno ottime possibilità di essere assunti a tempo indeterminato presso Audi AG”.

Secondo Luca de Meo, membro del consiglio di amministrazione per le vendite e il marketing Audi: “Con questa iniziativa aumentiamo il nostro impegno in Italia in qualità di datori di lavoro: il gruppo Audi già da anni lavora in stretta collaborazione con le sue imprese italiane, grazie a un profondo rapporto di fiducia“. E aggiunge: “Allo stesso tempo, con l’aumentare dell’internazionalizzazione è per noi sempre più importante acquisire personale qualificato con un buona formazione alle spalle e con un background interculturale”. Il progetto di pescare anche dall’Italia arriva dopo le fortunate esperienze del gruppo Audi con spagnoli e portoghesi dove lo StartUp Europe è iniziato già nel 2012 e che ha dato finora più di 150 ingegneri e tecnici al gruppo automobilistico tedesco. Mentre la Fiat va negli Stati Uniti (“diventerà sempre più americana” è la previsione del der Spiegel), la Germania viene da noi.

Twitter: @daddioandrea