“Con la cultura non si mangia” ha detto un ministro qualche tempo fa: niente di più falso, in quanto la cultura dà un forte incentivo alla ricchezza. Cultura e creatività spesso diventano sinonimo di coesione sociale e di controinformazione accendendo i riflettori su questioni che devono essere affrontate, come la corruzione.

La campagna ‘Riparte il futuro’ promossa da Libera e dal Gruppo Abele – che ha come obiettivo proprio quello di contrastare il fenomeno della corruzione – si muove in questa direzione: ai musicisti, come a tutta la società civile, viene chiesto di firmare la petizione e di impegnarsi nel promuoverla.

Secondo Francesca Rispoli, responsabile nazionale di Libera Formazione e referente della campagna ‘Riparte il futuro’, “la cultura è una ricchezza, sia materiale che immateriale. E’ giusto che il mondo della cultura si faccia prossimo alla società e renda percepibile il ruolo che ciascuno può avere  nella costruzione di un mondo libero dal sopruso, fondato sulla giustizia e non sulla furbizia.” 

Già, perché la corruzione riguarda tutti noi: la Corte dei Conti stima che costi 60 miliardi di euro l’anno, 1.000 euro per ciascuno di noi. Con conseguenze disastrose: più il tasso della corruzione cresce, più aumenta la disoccupazione, minori sono gli investimenti, più scadenti i servizi, più care le infrastrutture. E dove la corruzione dilaga, le mafie prosperano: fino alla politica, nel cosiddetto voto di scambio politico-mafioso. 

L’obiettivo della campagna è proprio quello di riformare l’articolo 416 ter sullo scambio politico-mafioso. Il 9 dicembre ‘Riparte il futuro’ ha inoltre lanciatoSalute: obiettivo 100%’: iniziativa che mira alla trasparenza della sanità italiana dal momento che, ci fanno sapere i promotori, tra il 2010 e il 2012 in Italia sono stati accertati reati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro, quanto basta per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.

Tra i tanti artisti che hanno firmato la petizione, troviamo Piero Pelù e Bobo, i Nomadi,  Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, i Modena City Remblers, gli ‘A67, Fiorella Mannoia, Giovanni Gulino dei Marta sui tubi, Manuel Agnelli degli Afterhours e molti altri.

I giovani sono tra i più colpiti dall’effetto della corruzione: i musicisti, facendosi portavoce di un messaggio così importante, si rivolgono direttamente a loro.

Continua Francesca Rispoli: “Noi giovani abbiamo la possibilità di fare meglio di chi ci ha preceduto. Ereditiamo un mondo in cui la logica del privilegio e della corruzione la fanno da padroni. Sappiamo che è enorme non solo la forbice che si crea tra nord e sud del mondo, ma anche quella all’interno dello stesso perimetro nazionale, della stessa città, dello stesso quartiere. Lo scopo della campagna è mostrare questa forbice e far capire che anche attraverso i comportamenti quotidiani la si può ridurre”.

Firmiamo e divulghiamo il più possibile questa petizione, ne va del nostro futuro.