Oops!… I Did It Again, canterebbe Britney Spears. Invece l’autarchico Nanni sceglie Ambrogio Sparagna, ma ci ricasca uguale: dopo il fake trailer à la Tarantino & Rodriguez Scava dolcemente l’addome, ecco Autobiografia dell’uomo mascherato, “a marzo al cinema”. Inserito tra gli antipasti cinematografici che precedono Molière in bicicletta, questa seconda strenna regala agli aficionados del Nuovo Sacher il cotè privato, intimo e dolente di Moretti, che all’Auditorium di Renzo Piano assiste mascherato alle danze sulla musica popolare di Sparagna.

Eppure, Nanni getta la maschera, perché quella che lo nasconde non è una qualunque: è la maschera termoplastica testa–collo–spalle usata nel trattamento di radioterapia contro i tumori. Nel precedente corto, assistito da una trainer di pilates, Nanni si chiedeva: “Come… il gluteo si scioglie?”, viceversa, qui rischia di far sciogliere i suoi tanti affezionati: “Entrate!”, la sintomatica battuta d’apertura, l’Autobiografia è il sequel performativo di Scava dolcemente l’addome che predicava il “Condividere!”. Ebbene, l’ha fatto, Nanni ha condiviso le sue più sensibili, private faccende, e il minuto e 10 secondi di questa pillola si ritaglia un posticino al sole nella sua filmografia. Ma a che servono questi finti trailer e veri corti? Se il primo era insieme autopromozione, sfottò amerikano (alla faccia di Quentin) e bonus ai Sacher-amici, il secondo probabilmente ha un cuore rivelatore. Lo spunto personale, autobiografico appartiene anche al lungometraggio Margherita / Mia madre, per cui il regista sta facendo i sopralluoghi a Roma: non la malattia, ma la madre di Moretti, Agata Apicella, morta il 18 ottobre 2010.

La ricorderete al fianco di Nanni, che canna in bocca “celebrava” davanti alla tv la vittoria elettorale di Berlusconi, in Aprile (1998): dopo aver dato il cognome all’alter ego del figlio, Michele Apicella, la signora Agata ritorna sotto finzionali spoglie nel nuovo film sul set a gennaio. Come? Con fratello Moretti e sorella Margherita Buy, protagonista nei panni di una regista engagée in crisi, che vivono gli ultimi giorni della propria madre. Comunque, tranquilli, Nanni è il solito: induzione ironica, idiosincrasia estendibile e… qualcosa di sinistra. Se alle impacciate prese con il pilates, confessava “Mi trema la gamba” e “Mi da fastidio questo pezzo di pelle (scoperta)”, l’Autobiografia – ci perdoni – viene buona in tempi di forconi: mentre l’Ambrogio e l’Orchestra Popolare suonano, tra i 300 danzatori compare coreografico lo spettro dei girotondi. Ma il preveggente Nanni non partecipa più, osserva e basta, perché oramai ha capito: non tutto quel che scende in piazza, non tutto il “popolare” è buono. E s’è finalmente deciso: “Mi si nota di più se me ne sto in disparte”. Finti trailer a parte, s’intende.

Dal Fatto Quotidiano del 14 dicembre 2013