Anche il piacere ha le sue regole. Forse. Più su, più giù, al centro, continua così… Tutte noi, durante un rapporto, siamo alla ricerca dell’orgasmo, o quantomeno, di qualcosa che gli somigli parecchio.

Da qui, sono nati fior fiori di manuali sulla ricerca dell’orgasmo perduto. E ci sono anche i “santoni” del sesso, quelli che sanno tutto o quasi. Uno di questi è Ian Kerner, un sex expert che scrive sul New York Times (mica il giornalino della scuola), particolarmente attento alla soddisfazione femminile. Nel libro Overcoming Premature Ejaculation stabilisce le regole d’oro per il sesso perfetto, secondo lui. Preliminari? Sì alle coccole, ma anche un bel po’ di sesso orale per preparare il terreno.

Per raggiungere l’orgasmo (lo dicono studi scientifici), la donna deve essere mentalmente a proprio agio. Siamo autorizzate, insomma, a pretendere un’ambiente che ci fa stare comode. Io dissentirei un attimino. Da quando in qua il sesso è comodo? Magari, non dobbiamo farlo nella foresta amazzonica, sulla cima di un albero penzolante, ma neanche sul materasso memory.

Andiamo avanti. Quante volte il sesso che facciamo non ci piace? Ma continuiamo (e qualche volta facciamo anche finta di godere) per non dare un dispiacere all’ego maschile del nostro lui. Sbagliatissimo. Certo, possiamo evitare di dirgli: “Scusa caro, così mi fa schifo”, ma chiediamogli, con molto tatto e una certa nonchalance, di cambiare posizione (se poi volete cambiare partner siete sempre in tempo).

Infine, siccome l’orgasmo vaginale è una meteora per molte donne, Ian Kerner ci ricorda che c’è il clitoride (per fortuna). Se lui fa il vago e inizia a gironzolare per altri campi mettiamogli il ditino lì. E facciamogli capire che non sta suonando il citofono, ma è il nostro clitoride e deve stimolarlo delicatamente, please. A proposito, la posizione che lo stimola meglio è quella con la donna sopra.

Lasciamo perdere la missionaria, quindi, e diventiamo amazzoni.

Oppure, facciamo come cavolo ci pare, che è meglio.

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