Buongiorno Lucio Dalla, felice di sentirla.

Allora, che facciamo per tenere a galla ‘sto paese?
E` inutile non c’è più lavoro, non c’è più decoro,
Dio o chi per lui sta cercando di dividerci,
di farci del male, di farci annegare, 
come è profondo il mare,
come è profondo il mare.
 
Chi ci vuole dividere?!
Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte 
per paura degli automobilisti, dei linotipisti
siamo gatti neri, siamo pessimisti, 
siamo i cattivi pensieri,
e non abbiamo da mangiare, 
come è profondo il mare,
come è profondo il mare.
 
Ci sarà qualche pensiero buono in giro, 
non può nulla una buona idea?
E` chiaro che il pensiero dà fastidio 
anche se chi pensa è muto come un pesce
anzi è un pesce e come pesce 
è difficile da bloccare
perché lo protegge il mare, 
come è profondo il mare.
 
E così le coste si riempirono di macchie di petrolio, di cemento e di olio solare.
Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti,
assistettero curiosi, al dramma collettivo 
di questo mondo che a loro indubbiamente 
doveva sembrare cattivo
e cominciarono a pensare, nel loro grande mare,
come è profondo il mare.
 
Nel loro grande mare, 
come è profondo il mare.
Al posto dei molluschi servirebbe un Ministro del Mare, che i pesci faccia votare!
Certo, chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero è come l’oceano,
non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.
Così stanno bruciando il mare,
così stanno uccidendo il mare,
così stanno umiliando il mare,
così stanno piegando il mare.

Foto: Giuseppe D’Amato, Acerra (NA)