Parma non fa 200.000 abitanti e tremila cittadini che vanno allo stadio per salutare l’arrivo del calciatore ultimo arrivato è un fatto mica da poco. Lo chiamano “Fantantonio“, è umano dare appellativi che vanno a compensare le carenze della realtà e Antonio Cassano è uno dei tanti. Il Parma vanta una squadra da metà classifica (mediocre, si può dire?), sono anni difficili, eppure la voglia di credere che andrà meglio batte la crisi.

La maglietta numero 99 del barese va a ruba, che a Parma oggi non è un bel modo di dire. Si fa la fila per averla e chi la compra? Non i figli bene di industriali o benestanti, ma figli qualunque. Alcuni difendono il ricco ingaggio del ragazzo (non più giovanissimo, diciamo maturo, che è tutto un programma), c’è chi dice che la domenica allo stadio alleggerisce un morale appesantito dalla settimana (averlo un Festival di Sanremo alla bisogna prescritto dal medico contro la depressione). Alcune mamme (più dei padri, va detto) inveiscono contro un Paese che mantiene a milioni di euro ragazzotti che usano i piedi più della testa, mentre il figlio ha il cervello in fuga perchè incompreso in patria.

E’ un fatto, deprimente (almeno lo è per me) ma è così che stanno le cose: è cultura, questa, piaccia o meno, becera oppure sì, attualità storica in diretta, con giornalisti da zona Cesarini che ci scrivono dal vivo da che parte va la palla. E noi dietro. Qualcuno dirà “bè, io no e siamo la maggioranza” (allora che questa maggioranza vada in libreria a comprarsi almeno un libro all’anno, cazzo). Al prossimo ingaggio saremo di nuovo qui, a lamentare che il figlio è un genio e va via dall’Italia, che abbiamo bisogno di distrazioni dai problemi quotidiani, che andare allo stadio è salutare e mandare a cagare l’arbitro è terapeutico.

Questa è cultura, la nostra, momentaccio storico e spero sempre in uno più intelligente di me (che non son laureato nè diplomato) capace di spiegarmi la formula chimica del pallone. Come se ne esce? Eravamo in mutande, adesso abbiamo pure la maglietta (di Cassano) e nel centenario del Parma Calcio magari ci scappa pure l’infradito. Bagninooo!!!