Ma perché non aboliamo il Ministero dell’Ambiente?  Mi dite a che cosa serve? Ben che vada non fa nulla, mal che vada fa disastri.

Del resto, la sua stessa origine ne denuncia l’inconsistenza. Esso fu creato sotto un governo Craxi, nel 1986, scorporandolo dal Ministero dei Beni Culturali. Era un’epoca di vacche grasse per l’Italia, gli italiani – secondo tutti i sondaggi di allora – si preoccupavano addirittura dello stato dell’ambiente (non come oggi che si preoccupano solo del lavoro, quasi che lavoro ed ambiente non fossero collegati) e Craxi li accontentò creando appunto un ministero ad hoc. Se guardate la lista di coloro che sono stati Ministri dell’Ambiente, vi deprimete. In Italia è norma fare ministro uno che di quella materia non sa una cippa, ed il ministero dell’ambiente non fa eccezione. Così ci troviamo gente come Valerio Zanone, Francesco Rutelli, Stefania Prestigiacomo, Altero Matteoli. L’attuale, tale Orlando, si occupava nel Pd di giustizia: che ci azzecca con l’ambiente?

Se poi vedete le cose che hanno fatto o detto c’è da restare allibiti: dalla Prestigiacomo favorevole al nucleare, al Matteoli dei condoni edilizi , a Corrado Clini che salva l’ILVA. In compenso dovrebbero creare i parchi nazionali. La legge quadro del 1991 prevedeva che ne venissero creati un certo numero e li indicava pure. Bene, che fine hanno fatto ad esempio il Monte Bianco? O le Alpi Apuane? Prevedeva altresì aree marine da proteggere. Testuale: “Isole di Ischia, Vivara e Procida, area marina protetta integrata denominata regno di Nettuno”. Bene, nel regno di Nettuno Ischia ha uno dei  più alti tassi di abusivismo edilizio d’Italia. Toc toc, dove sei ministro?

E poi, vivaddio, che ci sta a fare un ministro dell’Ambiente in un governo in cui c’è un ministro delle Infrastrutture, naturalmente deputato a distruggere il territorio?

Eliminiamolo, per favore, questo ministero e risparmiamo un bel po’ di soldi pubblici.