Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema…” (Grillo).

Sì, è lui il problema. Il M5S è nato prevalentemente di sinistra ed è diventato prevalentemente di destra. E’ nato collettivo ed è diventato di un padrone. E’ nato per cambiare le cose ed è diventato un puntello del sistema. Con i vecchi meetup, in questo momento avremmo un governo Rodotà o Bersani o Prodi, non un governo Napolitano-Berlusconi. E soprattutto, milioni di italiani che non votano più avrebbero, nella loro disperazione, ancora qualcuno per cui votare.

Su scala ben più ampia, tutto ciò è già successo una volta: coi comunisti. Forse non avrebbero vinto senza Stalin. Ma sicuramente, senza Stalin, non sarebbe andata a finire in quel modo. Allora, i comunisti non hanno avuto il coraggio di scegliere fra le loro idee e il loro capo. Adesso – in piccolo – sono le Cinque Stelle a non averne il coraggio.

La scomparsa definitiva del M5S – che, come tutti sanno, non è lontana – sarebbe una sconfitta per l’Italia onesta, e una vittoria, propagandata a gran voce, per il sistema. Non è una questione privata di Grillo, non è “ho fatto tutto io”.

Nel M5S è cresciuta – e nei forum si vede fin troppo bene – una componente destroide, poco democratica, servile verso i leader e arrogante verso i concittadini. Questa componente è stata colpevolmente alimentata, per ragioni elettorali, da Grillo. E’ stato un calcolo miope, perché i voti di destra prima o poi tornano a destra, come ora si vede. Ma è stato soprattutto un calcolo immorale, antiitaliano. Adesso se ne vada, e lasci camminare – da adulti, non da bambini – il suo partito. Se non ci riesce da solo, lo aiutino i militanti: stare in un partito non vuol dire battere le mani al capo, vuol dire sapersi assumere – anche quando sono amare – le proprie responsabilità.

(Bersani un momento dopo la sconfitta s’è dimesso: “Prima il Pd, poi io”. Fra lui e Grillo, umanamente, vince Bersani).