Nell’ufficio del comitato elettorale di Emilio Del Bono (Pd), a meno di venti giorni dal voto, si respira uno strano entusiasmo. Sulle pagine del Giornale di Brescia è appena stato pubblicato un sondaggio che parla di un testa a testa con il sindaco uscente Adriano Paroli (Pdl, nella foto). I sondaggi hanno dimostrato tutta la loro inattendibilità in un’epoca di politica compulsiva, con un elettorato alla costante (e spesso vana) ricerca di un approdo sicuro, ma tanto basta al centro sinistra bresciano per dimenticarsi dei guai nazionali del partito democratico e puntare alla poltrona di primo cittadino.

Nella città della Loggia, quasi 200 mila abitanti e un tessuto sociale estremamente variegato, sono tanti i temi sul tavolo dei dieci candidati sindaco. Dal caso della Caffaro con l’inquinamento da Pcb, agli scandali che hanno imbarazzato la gestione di Brescia Musei con le costose mostre su Matisse e sulla cultura Inca, per finire con il dibattito maturato attorno alla decisione di riportare in piazza la statua dell’era fascista, senza dimenticare temi centrali come la casa e l’integrazione.

Paroli si ripresenta a capo di una coalizione vastissima, composta da ben nove liste. Oltre a Lega e Pdl, per trovare la riconferma il sindaco uscente si è affidato anche a Udc, Pensionati, Partito Liberale, Fratelli d’Italia e alcune civiche di area. In una di queste spicca il nome dell’ex calciatore Alessandro “Spillo” Altobelli. Paroli ha puntato a fare il pieno di alleati fin dal primo turno, affidandosi a tutti i propri uomini più fidati, compresi alcuni dirigenti delle società partecipate, che hanno accettato di correre in nome della continuità. Sabato, a sostegno della corsa di Paroli arriverà a Brescia anche Silvio Berlusconi, che proverà a dare la carica al popolo del centrodestra, portando in piazza il rancore contro la sentenza che lo ha visto condannato in appello nel processo Mediaset.

Emilio Del Bono, candidato che ha vinto le primarie del centro sinistra, è sostenuto da sei liste. Oltre al Pd (risultato essere il primo partito alle politiche di febbraio) ci sono Sel e liste civiche. Il Movimento cinque stelle ha candidato l’avvocato Laura Gamba. I sondaggi non sono molto clementi con la compagine grillina, che si attesterebbe addirittura sotto al 5%. Difficile credere in un crollo così significativo (alle politiche non è andata benissimo rispetto al dato nazionale, ma il M5S bresciano parte comunque dal 17%). L’outsider di centrosinistra, da cui potrebbe arrivare qualche sorpresa, è Laura Castelletti, ex socialista, che con “Brescia 2013 – Laura Castelletti sindaco” si propone di arrivare a ridosso del 10%, magari per apparentarsi con Del Bono in un eventuale secondo turno. Francesco Onofri è il candidato di una cordata civica composta da tre liste (Civica Brescia, Sindaco Francesco Onofri, Piattaforma civica Francesco Onofri). Completano il quadro elettorale Alberto Prandini del Partito Italia Nuova, Giovanna Giacopini di “Brescia solidale e libertaria per i beni comuni”, Pierantonio Penocchio di Forza Nuova, Fiorenzo Bertocchi di Rifondazione Comunista e Anna Seniga, candidata per la lista “D, donne per Brescia”.