L’elezione di Laura Boldrini a nuova Presidente della Camera grazie alle sue coraggiose battaglie in aiuto ai diseredati dei Sud del Mondo, l’elezione di Pietro Grasso a nuovo Presidente del Senato avvenuta grazie ai voti dei senatori grillini di Sicilia, Calabria e Puglia e, ancora, l’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires (che più a sud non si può) a Vescovo di Roma, sono eventi contemporanei ed eccezionali che colorano questa primavera italiana di un epocale significato di cambiamento, forse anche di rinascita del paese, certamente delle nostre speranze.

La dimensione umana di una donna abituata a vivere in prima persona le principali crisi umanitarie che ha conosciuto il nostro mondo negli ultimi anni, la consapevolezza e la sensibilità di chi sceglie di raccontare in un suo libro le storie dei tanti uomini che rischiano la vita per salvare i naufraghi africani o di coloro che lavorano gomito a gomito per realizzare un’integrazione vera con gli immigrati e i rifugiati, sono solidi e inconfutabili elementi di rassicurazione per tutti noi che crediamo che aiutare i più deboli sia non solo doveroso, ma anche, secondo una logica economicista, più produttivo.

Una Presidente della Camera con una tale formazione umana e internazionale certamente aiuterà il nostro paese a proiettarsi in una dimensione non solo globale, come richiesto dall’economia, dalle telecomunicazioni e dalle mode, ma olistica, capace cioè di affrontare le questioni con una visione d’insieme, planetaria e unitaria ben lontana da quella provinciale e campanilista che ci ha allietato negli ultimi decenni.

I grillini ‘sudisti’ che, più consapevoli di altri sulla scelta che avevano di fronte, hanno trovato il coraggio di disobbedire al capo politico, sono la dimostrazione plastica di un Sud coraggioso, finalmente pronto al riscatto, a qualunque costo.

L’Italia si è voltata verso Sud: cambiando lo sguardo cambierà, ci auguriamo, anche la direzione.