Su Grillo che appare incappucciato fuori dalla villa in Toscana sono stati in molti, sui media e in rete, a improvvisarsi semiologi: c’è chi ha ricordato il Ku Klux Klan, chi le olgettine inseguite dai fotografi, chi il subcomandante Marcos, chi addirittura i prigioneri di Abu Ghraib. Nella maggior parte dei casi sono immagini inquietanti, che confermano il pregiudizio che Grillo sia un ‘tipaccio pericoloso’, che ordisce trame oscure e viene a sua volta pilotato dall’ancor più oscuro “guru” Casaleggio.

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A me che la semiotica cerco di usarla con serietà, ma senza eccessi, tutti i santi giorni, hanno insegnato fin da piccola che bisogna sempre cercare “I limiti dell’interpretazione” (Eco 1990) e distinguere fra l'”interpretazione” di un testo (legittimata da ciò che il testo davvero dice, presuppone, implica) e il suo “uso” (che distorce e tradisce il testo), bisogna evitare insomma che le interpretazioni se ne partano per una deriva tanto fantasiosa quanto aberrante.

In questo caso fra l’altro, senza scomodare troppa teoria, basterebbe applicare il buon senso. Cosa dice davvero il testo «Grillo incappucciato con piumino da sci che si affaccia fuori casa con Benni che ride, e fa ciao-ciao con la manina ai giornalisti che lo assediano, ridono come pazzi mentre una gli dice pure “È troppo ganzo Beppe, lei è un ganzo”»? Cosa ci dice davvero il testo «Grillo che, sempre con lo stesso piumino incappucciante, fa jogging in spiaggia, sempre inseguito da giornalisti che sghignazzano, e alla fine torna a casa con Benni che dice ridendo “Siamo prigionieri” mentre i giornalisti ripetono “Il governo, il governo” ancora ridendo»? Cosa ci dicono davvero questi due testi?

Dicono che il piumino incappucciato con occhialoni è un modo scherzoso per dire solo e semplicemente: «Voglio una pausa, lasciatemi in pace», ma anche «Mi basta un cappuccio per stupirvi e gettarvi nello scompiglio». Un simbolo, un comportamento e un contesto che non hanno nulla di inquietante: c’è tanto sole, ci sono il verde, la spiaggia e il mare, c’è movimento fisico (lui corre, gli altri pure), ma soprattutto tutti ridono ed è facile immaginare che pure Grillo, dentro al cappuccio, stia ridendo di gusto. E allora? Poveri giornalisti, poveri media che annaspano e non ci capiscono più nulla.