A dieci anni dalla vittoria di Chicago come miglior film agli Oscar, quest’anno un altro musical è in lizza per la statuetta più ambita di Hollywood. Il film in questione è Les Misérables, da questo weekend nei cinema italiani, ed è l’adattamento di uno dei musical di maggior successo di tutti i tempi, a sua volta tratto dal colossale romanzo di Victor Hugo considerato un caposaldo della letteratura dell’Ottocento.

Diretto da Tom Hooper (solo due anni fa trionfatore agli Oscar per Il Discorso del Re), il film ha ricevuto numerosi premi della critica negli Stati Uniti, oltre a tre Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award (il sindacato degli attori). Qualche settimana fa l’Academy lo ha nominato a otto premi Oscar, uno dei quali è già praticamente vinto, quello come migliore attrice non protagonista per Anne Hathaway, magistrale nell’interpretare la fragile Fantine. Accanto a lei Hugh Jackman nel ruolo di Jean Valjean, ex detenuto in cerca di redenzione costantemente inseguito dall’ispettore Javert (Russell Crowe), che finisce per adottare l’orfanella Cosette (Amanda Seyfried), la quale a sua volta si legherà a un giovane rivoluzionario di nome Marius (Eddie Redmayne).

Produzione colossale, Les Misérables è più un’opera che un musical: praticamente nulli dialoghi, il film scorre lungo quasi due ore e quaranta di canzoni spesso girate con coraggiosi piani sequenza. Con una tecnica inedita per una produzione di questa portata, gli attori hanno cantato dal vivo seguendo l’accompagnamento per pianoforte tramite auricolari (l’orchestrazione è stata aggiunta in seguito) spesso improvvisando i movimenti sul set, seguiti dalla cinepresa a spalla. Hooper sceglie di riprendere con distorsioni grandangolari le ambientazioni e le scene d’insieme, e con primissimi piani le interpretazioni, seguendo con enfasi e trasporto le peripezie dei “miserabili” protagonisti, in particolare la caduta, la rinascita e la persecuzione di Jean Valjean e il suo costante scontrarsi con il suo opposto Javert. Una dinamica semplice ma molto forte sulla quale si regge l’intera struttura del film.



Il musical originale, scritto nel 1980 da Claude-Michel Schonberg su testi di Alain Boublil, è diventato celebre a livello internazionale nella sua versione inglese, prodotta da Cameron Mackintosh (produttore anche del film) con testi di Herbert Kretzmer. Curiosamente, in Italia non è mai arrivato se non qualche mese fa, a luglio del 2012, quando la Bernstein School of Musical Theater lo ha portato al Teatro Comunale di Bologna in forma ridotta.

A cura di Andrea Francesco Berni

BadTaste.it – il Nuovo Gusto del Cinema

aggiornato da Redazione Web ore 17