Doveva partire l’anno scorso verso aprile/maggio, poi doveva partire dopo l’estate, poi era praticamente pronto per Natale (“Tra poco facciamo la conferenza stampa ufficiale”), ora la nuova data è febbraio. Si tratta del grandissimo negozio online di cinema italiano, quello ufficiale, gestito e promosso dall’Anica, l’associazione che riunisce di esercenti, distributori e produttori. Quando si parla di come la pirateria stia uccidendo il business del cinema lo si evoca come “l’alternativa legale” ma ancora non l’abbiamo visto. Intanto diversi altri operatori si sono mossi per cercare di intercettare questo vuoto (l’iTunes Store di Apple, quello di Sony sulla Playstation 3 e molti altri).

Quando arriverà sappiamo che avrà prezzi molto contenuti “al pari degli altri negozi online che sono sorti” assicura Riccardo Tozzi (presidente Anica), quindi circa tra i 2 e i 4 euro per il noleggio e un po’ di più per l’acquisto. Sappiamo che avrà i film più nuovi, cioè quelli appena arrivati in home video, ma anche una vasta library, ovvero i film vecchi. E sappiamo infine che potrebbe essere la prima destinazione di molti film minori che eviterebbero umilianti uscite in sala di una sola settimana. Il motivo dell’ultimo rinvio a febbraio è che nessuno si aspettava tante difficoltà nell’ottenere i diritti per la commercializzazione online di film realizzati quando era impossibile prevedere un diritto per la rete.

E di fonti di reddito e sfruttamento nuove davvero comincia a esserci bisogno. Il 2012 nei cinema è andato infatti molto male: -10% nelle presenze e –8% negli incassi rispetto al 2011 (lo scarto è dovuto al maggior numero di film in 3D, con biglietto a prezzo maggiorato). Alla conferenza annuale di presentazione dei dati ufficiali, quelli di Cinetel, la colpa è ricaduta sulla politica, incapace di aiutare il cinema, e sulla pirateria, che rosicchia spettatori: “I film di Natale quest’anno erano tutti scaricabili il giorno dopo l’uscita, è chiaro che non tutti sono andati a vederli tutti e tre” spiega sempre Tozzi.

Dopo 15 anni di grandissima crescita, in cui il cinema italiano non solo ha ripreso a incassare ma anche ad avere un’ottima quota di mercato, culminando l’anno scorso con addirittura il 37% del totale dei film visti (quasi come i film francesi in Francia e meglio di quanto possano vantare il resto delle cinematografie europee in patria), il 2012 registra una flessione generale, in continuità con quanto visto nel 2011, ma anche una relativa. I film americani tornano a comandare con un 53% del totale lasciando agli italiani il 25% (che ad ogni modo è una cifra rispettabile e che ci pone ai vertici per consumo dei propri film in Europa). “Colpa anche nostra probabilmente” è l’ammissione di Tozzi, che oltre ad essere presidente Anica è anche il numero uno di Cattleya, una delle società di produzione più importanti. “I film d’autore evidentemente sono stati troppo ostici e le commedie troppo superficiali”, conclude. Perché il segreto della rinascita del cinema italiano negli ultimi 15 anni sono stati proprio quei film di mezzo, quelli popolari, per tutti ma con un’idea di autorialità dietro, le commedie di Silvio Soldini e Paolo Virzì, i film di Gabriele Muccino e Nanni Moretti, un cinema che sa essere intelligente ma popolare, cioè d’incasso.

A livello di mercato qualcosa si è tentato. Alcuni provvedimenti introdotti nel 2012, come lo spostamento a partire da ottobre del giorno d’uscita dei film dal venerdì al giovedì (per rendere importante anche un giorno della settimana altrimenti morto) hanno funzionato portando un +15% di incassi in quella serata, ma non basta e per il 2013 sono previsti ulteriori piani. Innanzitutto una tessera sconto per gli studenti di medie e superiori (valida per i primi tre giorni della settimana) e poi una settimana in cui tutti i biglietti di tutti gli spettacoli costeranno 3€ (l’ormai famosa Festa del Cinema, dal 9 al 15 maggio).

A questo sarà unito un rinnovato sforzo perché politica e istituzioni si accorgano del cinema come business: “In 15 anni nessun governo ha fatto qualcosa di incisivo, ma non ci arrendiamo”, commenta Tozzi. “E’ nostra intenzione organizzare un incontro con i 3 candidati di queste elezioni governative e cercare di capire cosa abbiano intenzione di fare”.

di Gabriele Niola

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