Due, forse tre grosse barriere rischiano di depotenziare gravemente la portata e il significato delle primarie per le liste di centrosinistra convocate per il 29 e 30 dicembre.

Non mi riferisco solo alla data, di cui ho già parlato chiedendo che tutta la tempistica sia resa compatibile con minime esigenze democratiche. C’è rischio però che passi la decisione di limitare il corpo elettorale a quelli che ià hanno partecipato alle primarie per il capo del governo. Perchè? per la solita paura di infiltrazioni? Almeno per quanto riguaarda Sel questa limitazione sarebbe davvero autolesionista. Ci sono molti elettori di sinistra che non sono andati a fine novembre anche se Vendola era tra i candidati perchè le han viste – a torto o ragione – come primarie del Pd, o perchè sfiduciati del risultato, o confusi.

Sono elettori di sinistra, non “cammellati” manovrabili ed è solo attraverso Sel che possono essere recuperati al voto a febbraio per la coalizione Bersani. Perchè escluderli? E poi ci sono, come al solito, quelli che erano lontani per lavoro e impossibilitati a votare anche via Internet (tra i miei amici, almeno tre). A questa ingiustificabile barriera politica si aggiungerebbe la mancanza di qualunque modalità per il voto a distanza di chi non potrà essere nei suoi luoghi di residenza il 30 dicembre.

Possibile che non si trovi un modo? In questo caso, del voto on line, per difendersi da manipolazioni, si potrebbe anche limitare questa specifica opzione agli iscritti ai partiti o alle precedenti primarie. Infine c’è la questione delle quote di capilista o eleggibili comunque riservate alla decisione dei vertici nazionali e sottratte alle primarie. Dipende da quali e quanti sono ma è evidente che c’è il rischio di un ulteriore svuotamento. Andiamo a votare solo per i secondi? Insomma le primarie siano il più possibile inclusive aperte e generali, e soprattutto non si chiuda la porta alla sinistra diffusa e incerta, quella che ci può fare o non fare vincere il premio di maggioranza al Senato, in particolare in Lombardia, Veneto e Sicilia