Presentata come una grande conquista di civiltà, a breve sarà in vigore la legge che prevede l’omissione di soccorso nei confronti degli animali, sanzionata addirittura come un reato. Personalmente sono un amante degli animali, ma, da giurista, oggi mi chiedo con preoccupazione cosa dovrei fare se investissi un ranocchio o una cavalletta.

Sono o non sono animali? Sono o non sono feriti? Certamente sì. Allora devo chiamare l’autorità pubblica o portarli al pronto soccorso veterinario? Il rigore formale della legge, che non prevede limitazioni di sorta, mi renderebbe infatti reo se non mi fermassi a soccorrere anche il topolino o il lombrico che inavvertitamente ho investito.

Il dilemma, comunque, non mi è nuovo: anche la norma che vieta il maltrattamento di animali mi crea non pochi dubbi.
Infilzare da “capo a piedi” un animale con un ferro appuntito, è un reato? Direi di sì. E allora i pescatori sono criminali incalliti, visto che infilzano i vermi all’amo. Tenere un cane incatenato fermo tutto la vita, senza potersi spostare per più di 10 centimetri, in un luogo buio e con dieta che porta al sovrappeso è un reato? Penso di si. Allora come si può mai giustificare la coltivazione degli animali in batteria?

Il fatto è che gli animali sembra che abbiano diritti solo quando ci fa comodo e, comunque, finché non urtano le nostre aspirazioni sportive o i nostri gusti alimentari (che dire del foie gras?).

Il problema, lungi dall’essere giuridicamente risolto, è quindi oggi reso ancor più ‘vicino’ a tutti noi dalla legge che, scherzosamente, potremmo battezzare ‘salva ranocchi’.
Francamente, se da un lato sorrido, dall’altro …temo il momento in cui dovrò affrontare, da giudice, la nuova normativa!