Dopo le recentissime contestazioni di Rimini sulla scia degli scontri tra polizia e manifestanti anti austerity, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri rischia un’altra ondata di fischi il prossimo 25 novembre. Potrebbe infatti accadere quando il numero uno del Viminale sarà a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, ospite della giornata conclusiva di Politicamente Scorretto, la rassegna contro le mafie iniziata il 19 novembre e ideata da Carlo Lucarelli. Il quale, in merito a possibili disordini di fronte alla Casa della Conoscenza, afferma che “di criminalità organizzata, beni confiscati, infiltrazioni e terremoto è stata chiamata a parlare Anna Maria Cancellieri”.

Lo scrittore – che nelle sue trasmissioni televisive non ha risparmiato nulla alle forze dell’ordine quando si è trattato di raccontare le violenze al G8 di Genova nel 2001 o gli omicidi del diciottenne ferrarese Federico Aldrovandi e le analoghe vicende di Stefano Cucchi, Aldo Bianzino e Giuseppe Uva – aggiunge: “Quando discuteremo con il ministro, mi auguro che il dialogo sia costruttivo. E che al pari lo sia su quello che è accaduto nelle piazze della capitale e di altre città italiane. Ma a Policamente Scorretto di mafia si parlerà perché è quello che abbiamo deciso di fare e che abbiamo sempre fatto per le sette edizioni precedenti”.

In merito ai fatti accaduti pochi giorni fa, il ministro Cancellieri aveva a caldo dichiarato che “è facile dire le cose dopo, ma dobbiamo pensare che gli uomini delle forze dell’ordine hanno operato in condizioni molto difficili e complesse. Io porterei anche la foto del poliziotto cui hanno spaccato il casco in testa perché è necessario pubblicare foto per foto”. Poi, quasi a correggere il tiro, aveva aggiunto che “punirò i poliziotti violenti”. Ma non era bastato a placare le polemiche tanto che nel week end, al palasport di Rimini, chi l’aveva contestata aveva sottolineato “una reazione spropositata fatta di manganellate e gas sparato ad altezza d’uomo”.

Se ora si deve chiarire la questione dei lacrimogeni forse “rimbalzati” e non sparati – a detta di Cancellieri – sui muri del ministero della Giustizia, rimane la questione del cosa accadrà alla rassegna culturale di Casalecchio di Reno. A questo proposito, Carlo Lucarelli afferma ancora: “Diciamo sempre che su temi come le mafie dobbiamo confrontarci con le istituzioni accusandole di sottrarsi al dialogo. Questa volta invece abbiamo un componente del governo che viene a discutere di argomenti delicatissimi e per noi è al tempo stesso una fortuna e una sfortuna: una fortuna perché cercheremo di avere da Cancellieri un punto di vista chiaro sull’argomento e una sfortuna perché non vorremmo ancora essere qui a discutere di mafia”.

Eppure il tema è più attuale che mai. A inizio novembre la commissione antimafia per due giorni ha ascoltato in prefettura a Bologna i referenti delle istituzioni cittadine e regionali. E il suo presidente, Beppe Pisanu, al termine dei colloqui, aveva dichiarato: “Qualche tentativo di infiltrazione negli appalti per la ricostruzione c’è stato. Tuttavia, con gli strumenti messi in piedi, con l’intreccio dei dati tra le prefetture locali e quelle dei territori d’origine delle cosche, il tentativo è stato sventato. Per ora”. Inoltre, solo per attenersi ai dati più recenti, un rapporto della Camera di Commercio di Reggio Emilia aveva identificato Bologna come la terza città italiana per infiltrazioni e per reati come usura, riciclaggio, truffe, danneggiamenti e incendi.

A fronte di questo contesto, dunque, il programma di Politicamente Scorretto – creato in partnership con realtà come Libera e Avviso Pubblico – appare per l’ottavo anno di particolare pertinenza spaziando dal post terremoto alle organizzazioni criminali straniere che operano sul territorio. E ancora, nel corso della “settimana ad alta civiltà”, sarà presentato il primo di tre volumi dell’Atlante delle mafie, curato da Enzo Ciconte, Francesco Forgione e Isaia Sales mentre lo spaccato della situazione sarà fornito anche per quanto riguarda lo sport e soprattutto il calcio criminale, dal titolo di Pierpaolo Romani.

Proprio a fronte di tutto ciò, conclude Lucarelli: “Discutere con il ministro Cancellieri è una buona occasione, un’occasione che ha rari precedenti. Mi auguro che il confronto sia tranquillo e non per questo viene meno il mio rispetto a chi manifesta le proprie ragioni per strada. A Casalecchio di Reno lasciateci però parlare di mafie perché è un tema che tocca tutti fin troppo da vicino”.