Martedì 6 novembre, il tribunale costituzionale spagnolo ha sancito la validità della legge sul matrimonio e l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, approvata nel 2005 dai socialisti e ancor oggi osteggiata dai partiti di destra. A distanza di qualche ora da tale decisione, il Parlamento francese ha depositato un progetto di legge per garantire matrimonio e adozioni alle coppie omosessuali. E l’Europa? Si prepara ad audire Tonio Borg, rappresentante di spicco del Partito nazionalista maltese, designato alla successione di John Dalli, ex commissario europeo alla salute e tutela dei consumatori, recentemente sollevato dal suo incarico perché sospettato di traffico di influenza. Quale sia il filo unico che unisce le diverse circostanze, è presto detto.

Mentre Paesi come la Francia e la Spagna fanno un salto in avanti verso la tutela dei diritti delle coppie omosessuali e la libertà di scelta individuale, l’Europa si avvierebbe a compiere un salto indietro, anche solo a livello di immagine, promuovendo alla direzione generale Salute e Consumatori della Commissione europea un personaggio distintosi per le sue battaglie omofobe, antiabortive e non soloSul curriculum di Tonio Borg, accanto a una laurea e a un dottorato in giurisprudenza, campeggiano azioni e dichiarazioni degne degli anni più bui dell’oscurantismo medioevale. La sua avversione nei confronti delle unioni omosessuali si è spinta fino alla negazione del rispetto delle diverse “tendenze sessuali” e al tentativo di limitare la libera circolazione delle coppie gay, sostenendo di tutelare in tal modo soltanto “coloro che meritano protezione”. Ovviamente in aperto contrasto con tutti i principi di non discriminazione e di libertà individuale su cui si fonda l’Unione Europea. Ma non è finita qui.

Sono note le strenue battaglie del probabile futuro commissario, contro il divorzio – reso legale a Malta solo nel 2011 a seguito di una consultazione referendaria – e contro l’aborto, tanto da spingerlo a voler limitare la libera circolazione in Europa di quelle cittadine maltesi sospettate di voler praticare un’interruzione volontaria di gravidanza fuori dai confini dell’isola. Pare inoltre che il disdegno di Tonio Borg per i diritti fondamentali si manifesti anche nelle sue frequentazioni.

Secondo quanto recentemente riportato da Euractiv, il principale media online sull’Europa, il futuro commissario avrebbe da sempre intrattenuto rapporti poco chiari e discutibili con Rakhat Aliev, ex ambasciatore del Kazakistan in Austria, sospettato di violazione dei diritti umani e tortura, nonché di riciclaggio di denaro sporco e di un probabile coinvolgimento nell’omicidio di due banchieri. Nel 2004, l’ormai nota dichiarazione “Come cattolico considero l’omosessualità un peccato, ma non un crimine” costò a Rocco Buttiglione la promozione a Commissario delle direzione generale Giustizia Affari Interni. Il prossimo 13 novembre, i deputati della Commissione ENVI al Parlamento europeo dovranno decidere se promuovere o bocciare una persona che è andata ben aldilà di questa seppur squallida dichiarazione. Potrebbe essere l’occasione per dare compagnia al presidente dell’UDC Buttiglione nella hall of fame di coloro che sono stati candidati e respinti per un posto da Commissario Europeo.