Grillo è il leader politico della quasi seconda forza politica italiana, secondo i sondaggi. Allo stesso tempo  è comico.
Quando parla non è mai del tutto chiaro quale abito stia indossando. Se non c’è un conflitto di interessi c’è certo un conflitto di codici deontologici e di stili. Ma altri hanno conflitti ben peggiori
Un politico sostiene giustamente gli interessi della sua parte, però è vincolato da certe norme scritte e non. Un politico non dovrebbe insultare l’interlocutore, non dovrebbe fare attacchi personali,  fare riferimento ai genitali, ecc. 
Un comico beneficia di varie licenze poetiche, la satira, il riferimento agli organi della riproduzione, alle specificità sessuali degli individui sono pane quotidiano del comico e da Plauto in poi, nel mondo latino nostrano è accettato che così sia.
Non deve quindi stupire  che per spiegare perché se una consigliere comunale di Bologna vada in televisione, Grillo faccia riferimento alle modalità con cui le donne raggiungono la soddisfazione sessuale. La situazione resta solo sbilanciata fin tanto che la controparte non si prende uno stesso grado di libertà.
Federica Salsi avrebbe per esempio  potuto replicare che Grillo ha paura della televisione ed è pessimista perché evidentemente tormentato dai problemi dell’ invecchiamento maschile e dall’ipertrofia della sua prostata.
Allora nessuno avrebbe dovuto scandalizzarsi o gridare alla lesa maestà, ma solo dare il benvenuto ad una nuova uguaglianza tra le persone.
In ogni caso è meglio sentir parlare del punto G o della prostata di qualsiasi discorso pseudo politico ad esempio di Pierferdi Casini o di una intervista a Bersani di un suo qualsiasi giornalista servo. Molto meglio i genitali in libera espressione.