Bo Xilai, il “nuovo Mao”, espulso dal Partito, dall’Assemblea nazionale del popolo e interdetto dai pubblici uffici. Ormai ha perso l’immunità “parlamentare” è sarà presto giudicato in tribunale.

Non sono chiare le accuse che gli muoveranno, ma l’agenzia di stampa Xinhua scrive che sono più gravi di quelle mosse contro la moglie, condannata alla pena capitale “sospesa”, ovvero all’ergastolo. A questo punto c’è chi si chiede se Bo sarà il primo alto dirigente comunista a essere condannato a morte. Non lo sappiamo.

Sicuramente il suo caso ha rivelato all’opinione pubblica cinese che la corruzione ha corroso il Partito fino ad arrivare ai suoi funzionari più alti in carica (oggi è uscito anche il lunghissimo articolo del New York Times su i tesori di famiglia del premier Wen Jiabao). Anche questa settimana, è l’editoriale di Chang Ping a centrare il punto. Anche questa settimana ve lo riassumo qui di seguito:

“C’è un posto nel mondo in cui leader non eletti detengono il potere assoluto. Come si chiama questo posto? Chongqing, ma può chiamarsi anche Cina. Non c’è poi tanta differenza tra il modello Chongqing e il modello Cina. Entrambi lottano contro la “mafia”, inneggiano alla “storia rossa” e controllano l’economia.

L’unica differenza è che Chongqing è una miniatuta del modello Cina e non può esistere senza di esso. Un funzionario di Chongqing descrive la sua città così: è come una famiglia che vuole assicurarsi il futuro comprando macchine e case. Ma se il capofamiglia cade in disgrazia sarà un problema estinguere quei mutui. È la stessa situazione dell’economia cinese, ipotecata dal potere centrale.

Gli estremisti maoisti  supportano Bo Xilai e combattono per gli stessi obiettivi perseguiti dal potere centrale: diritti civili, libertà di espressione e giustizia. Il punto comico è che entrambi i modelli mancano di queste stesse cose. Non voglio giudicare l’operato di Bo Xilai. Differenti leader reagiscono in maniera differente a situazioni simili.

Quello che voglio dire è che all’interno del modello Cina è possibile che altri funzionari reagiscano alla stregua di Bo Xiliai. In Cina ogni città può diventare una nuova Chongqing. Perché ogni modello che non è soggetto al controllo dell’opinione pubblica può diventare una bestia che avendo assaggiato il banchetto economico offerto dalla capitale può trascinarlo nell’abisso”.