Roberto Saviano lunedì scorso su Rai3 non si è preso nessuna rivincita nei confronti di Maroni per quello che accadde due anni fa a Vieniviaconme. Allora Saviano disse che “al Nord la ‘ndrangheta fa affari e interloquisce con la Lega”. Apriti cielo, l’allora ministro dell’Interno scrisse al presidente Napolitano: “Infamie, devo poter replicare”. Arrivò l’ordine del dg Masi che ci obbligò, nonostante Maroni fosse intervenuto in tutti i telegiornali e le trasmissioni di approfondimento, ad ospitarlo. Solo uno molto distratto non si accorse che ad affondare l’attuale segretario della Lega fu, la settimana dopo, il procuratore capo Antimafia, Pietro Grasso, con il suo intervento a Vieni via con me.

Le indagini della magistratura, degli ultimi due anni, hanno fatto emergere tutto il marcio esistente al Nord, confermando ulteriormente quello detto da Saviano. Gli ultimi avvenimenti: l’arresto dell’assessore della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, e lo scioglimento per “contiguità mafiosa” del consiglio comunale di Reggio Calabria (dal 1991 sono ben 210 quelli sciolti, alcuni anche al Nord: Bardonecchia, Bordighera, Ventimiglia, Leinì, Rivarolo Canavese), dimostrano che è la politica ad aver bisogno delle mafie e non viceversa. Il popolo leghista dovrebbe chiedersi perché gli attuali dirigenti non impugnano la scopa, servita per mandare a casa Bossi e famiglia, per fare un po’ di pulizia dove governano? Non si può liquidare l’ex tesoriere del carroccio Belsito (indagato per riciclaggio di denaro della ‘ndrangheta), come un fatto isolato.

I politici lombardi hanno una responsabilità enorme sul fatto che la ‘ndrangheta sia così dilagata. Chi ha taciuto facendo finta di non vedere e chi ha attaccato chiunque denunciava il racket, è uguale a chi si è reso strumento delle mafie. Sono 13 quelli del Pirellone indagati: 8 del Pdl, 4 della Lega, 1 del Pd. Saviano, dopo due anni di duri attacchi, ha concluso il suo monologo con voce rotta dall’emozione: “Solo quando senti che queste storie ti riguardano perché ti tolgono la tua felicità, ti tolgono un tuo diritto, solo quando senti questo, allora qualcosa sta cambiando”. Sono tanti i cittadini indignati nei confronti dei politici come Formigoni che a Radio 24 ha dichiarato che nel 2010 non avrebbe dovuto confermare Zambetti “perché su di lui circolavano strane voci”, ammettendo così tutta la sua responsabilità. Ciò che sta accadendo è la dimostrazione che la legge che consente lo scioglimento dei comuni andrebbe estesa anche alle regioni.

Il Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2012