Chiamarsi Poster aiuta. “Poster, chi?”. Nome, anzi cognome, monade che, “appeso” a qualche produzione cinematografica, aiuta a capire un intero universo di significati e rimandi che il regista di un film necessariamente vuole. Parliamo di Randall Poster, da quasi vent’anni music supervisor della meglio gioventù statunitense e non solo.

Wes Anderson, ad esempio, esiste perché Randall Poster ha lavorato con lui nella selezione dei brani musicali di repertorio, nel mescolamento tra questi e la colonna sonora originale, infine nell’accostamento tra musica e immagine fin dai tempi di Bottle Rocket (1996) fino al recente Moonrise kingdom (2012).

“Per lui sono stato sia un detective, sia un killer”, ha scherzato più volte Poster riferendosi alla collaborazione con Anderson. Regista che più di ogni altro ha reso compenetrante e omogeneo il rapporto tra visione e ascolto nel cinema hollywoodiano contemporaneo.

Poster, quindi, cerca e trova su richiesta, magari con uno script sotto al naso, o ancora costruendo in contemporanea con gli sceneggiatori/registi lo script, i pezzi musicali più idonei a quello che risulta il “mood” autoriale. Certo con Anderson è paradossalmente facile. Mentre con altri può risultare un tantino più complesso.

Escludendo la devastante colonna sonora di Spring Breakers (con brani di Britney Spears suonati al pianoforte come fosse Bach) per la regia di Harmony Korine – con cui lavora dal ’97 – appena passato alla Mostra del cinema di Venezia, Poster si è dilettato con film campioni d’incassi come Una notte da leoni, primo e secondo capitolo; drammoni di altissima qualità come Non lasciarmi  Revolutionary Road; commedie a sfondo sociale come Up in the air; affiancamento al controverso Larry Clark, regista patinato di Kids – l’esordio nel ’95 per Poster; un capolavoro di ricerca musicale vintage anni settanta come Zodiac.

Ancor più complicato dev’essere stato il rapporto con un grande del passato, ancora oggi in sfiatata attività come Martin Scorsese. Per lui Poster ha lavorato in Hugo Cabret e Aviator. Così per non travisare intenti e parole sulle sue collaborazioni, meglio seguirlo di persona in questi giorni al Milano Film festival, oltre che alla Cineteca di Bologna, domani 13 settembre, con una full immersion di tre proiezioni e un incontro pubblico al Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65).

Primo appuntamento alle ore 17, quando Poster introdurrà Le avventure acquatiche di Steve Zissou (in versione originale con sottotitoli italiani), pellicola diretta nel 2004 da Wes Anderson, ricca di giochi e rimandi alle più disparate fonti musicali, da David Bowie in chiave bossa nova all’elettronica anni Settanta / Ottanta, com’è quella chiesta appositamente da Anderson per il film a Mark Mothersbaugh, leader della storica band Devo.

Alle ore 19, sarà proprio Randall Poster a parlare al pubblico del Cinema Lumière della figura del music supervisor, in un incontro condotto dal critico musicale Stefano Zenni.  Alle ore 20.15, di nuovo Randall Poster introdurrà la proiezione di Hannah e le sue sorelle, pellicola diretta nel 1986 da uno dei registi “musicali” per eccellenza, quel Woody Allen che ha fatto della grande tradizione jazzistica la colonna sonora della sua intera filmografia. Ultimo capitolo alle ore 22.30, per l’ultima partecipazione in ordine di tempo al fianco di Martin Scorsese: sempre Poster introdurrà Hugo Cabret, le cui musiche, realizzate da Howard Shore, sono valse una nomination agli Oscar al suo autore.