Non si arresta il botta e risposta tra il Partito democratico e Beppe Grillo. Tutto è iniziato con l’accusa di Pier Luigi Bersani, che ha attaccato i suoi “toni fascisti” e oggi il leader del 5 Stelle replica a Matteo Renzi che alla Festa democratica di Reggio Emilia aveva suggerito come “eliminare dalla scena politica” il comico genovese. Secondo lui infatti, basterebbe “dimezzare i parlamentari, eliminare il vitalizio e ridurre lo stipendio ai politici” e se fosse il Pd ad avanzare queste proposte il blogger “diventa un fenomeno da baraccone”. Piccata la risposta di Grillo, che su Twitter scrive: ”Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Matteo Renzi”. 

In mattinata il sindaco di Firenze, a margine dell’inaugurazione di un asilo nido aziendale, aveva dichiarato che “Beppe Grillo è in crisi di visibilità, e si rende conto che via via che passano i giorni le sue promesse si sciolgono”. In più, ha aggiunto, “Grillo che si lamenta di un eccesso di toni nella comunicazione è una contraddizione in termini, visto che ha riempito le piazze di diecimila persone per insultare tutto e tutti. Ripeto, è in crisi di visibilità”, ha concluso Renzi, secondo cui “l’unica soluzione è non rispondergli”.

Se da una parte i democratici preferiscono il silenzio, dall’altra c’è chi ritiene, come il deputato Pd Mario Adinolfi, che ”questi continui attacchi verbali siritorceranno contro lo stesso Beppe Grillo come un boomerang. Mi meraviglio che da tecnico della comunicazione qual è, il comico genovese non lo capisca”. Intervenendo alla trasmissione di Raitre ‘Cominciamo bene’, il parlamentare ha proposto a Grillo di fermare il battibecco: “Mi è chiaro che siamo in campagna elettorale e che il leader del Movimento Cinque Stelle intenda occupare il centro del ring con continui assalti verbali, ma ora basta, a Grillo propongo una tregua che noi del Pd dovremmo certamente attuare in termini unilaterali. Non conviene a nessuno una dialettica fatta da chi dice ‘zombie’ e chi risponde ‘pirla’. Bersani si è legittimamente difeso da una serie di attacchi gratuiti, che non a caso poi sono tornati addosso a Grillo, che se ne è adontato con lo strano post sui due minuti d’odio. Ora è il momento di chiudere questa querelle fatta di attacchi quotidiani”. Spiega infine di condividere la linea del ‘silenzio’ proposta da Renzi e conclude: “Noi dovremo essere bravi a non cadere più in questa tipo di trappole. Basta, ora tregua unilaterale, come si fa in guerra quando si vuole far stemperare la tensione eccessiva”.

Oltre alla polemica politica con i leader del centrosinistra, Grillo sul suo blog smentisce la spaccatura del movimento all’interno dell’Emilia Romagna. ”Apprendiamo dalla stampa che ungruppo di fuoriusciti del MoVimento, uniti sotto il nome ‘movimento revolution’, si sia organizzato presentando un esposto all’Agcom, aprendo una crepa all’interno del MoVimento stesso. Precisiamo che non esiste nessun gruppo organizzato operante sotto il nome di ‘movimento revolution’ benché meno composto da fuoriusciti del MoVimento 5 Stelle”.