L’accusa è simile a quella lanciata da Giuseppe Narducci, dimessosi dalla giunta de Magistris a giugno denunciando mancanza di collegialità nelle scelte. I toni, altrettanto polemici. L’ormai ex assessore al Bilancio di Napoli Riccardo Realfonzo reagisce duramente all’uscita dall’esecutivo. E dirama un comunicato al vetriolo: “Il punto è che il sindaco sviluppa un astio verso chiunque, anche nel tentativo genuino di aiutarlo, esprime un punto di vista diverso su qualche argomento. Si ripete con me il copione già visto con Raphael Rossi e con Pino Narducci, con il quale ho condiviso numerose battaglie politiche, dalla questione della transazione Romeo alle internalizzazioni della Asia. Ma nella campagna elettorale il sindaco non aveva auspicato una giunta di persone con la schiena dritta?”.

Realfonzo si dichiara sconcertato “per le modalità con le quali il sindaco ha ritenuto di disfarsi di me. Fino a ieri mattina, infatti, mi aveva ripetutamente confermato la fiducia, invitandomi ad andare avanti nel mio lavoro. Solo ieri sera mi ha informato che stava riflettendo sulla possibilità di una mia sostituzione, per confermarmi la notizia questa mattina attraverso il vicesindaco. Non è certo questo un modo di procedere corretto, tanto più con chi lo ha aiutato sin dai primi passi della campagna elettorale”. Nel merito della gestione dell’assessorato, Realfonzo afferma: “Ho riscontrato una difficoltà costante nei rapporti con il sindaco. Gli prospettai l’alternativa tra un percorso che ci portasse alla dichiarazione di dissesto e una seria politica di risanamento. Il sindaco scartò subito la strada del dissesto, senza però nemmeno sostenermi in tutti questi mesi nel perseguire la strada del risanamento. Perciò diverse tra quelle mie proposte non sono state da lui accolte e sono rimaste al palo. Sostanzialmente inascoltato è rimasto il mio invito a rafforzare la lotta all’evasione, ed estremamente difficile è stato far passare la delibera sui residui attivi che imposi nel maggio scorso, finalizzata a fare piena pulizia e verità sulle operazioni di bilancio del passato”.

Conclusioni: “La ‘creatività’ finanziaria che il sindaco reclama, tanti guasti al Comune ha provocato negli ultimi 15 anni. E l’avvicendamento all’assessorato in questa fase è un vero e proprio salto nel buio”.