Come tre anni fa è stato sostituito dal presidente del collegio dei revisori dei conti. Come tre anni fa, anche stavolta l’uscita dalla giunta comunale di Napoli di Riccardo Realfonzo (che già un mese fa dopo le dimissioni di Narducci sembrava candidato a uscire dalla giunta, ndr) sarà accompagnata da una vagonata di polemiche. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris poche ore fa ha comunicato le sue determinazioni in merito al rimpasto di giunta. E l’assessore al Bilancio è la vittima eccellente dell’operazione con cui, oltre a sostituire Realfonzo, de Magistris ha riempito la casella rimasta vuota dopo le dimissioni di Giuseppe Narducci, che aveva lasciato tra le polemiche il suo incaricoe ha redistribuito le deleghe tra gli assessori. Decisione clamorosa e dal significato politico importante. De Magistris aveva indicato Realfonzo come assessore già in campagna elettorale. La sua defenestrazione incrina il patto con l’elettorato e apre una nuova crepa nei già traballanti rapporti con i movimenti e con le forze della sinistra cittadina. Mentre Realfonzo va ad aggiungersi alla ormai chilometrica lista dei simboli della Rivoluzione Arancione scesi o costretti a scendere dalla nave di de Magistris: Raphael Rossi, Roberto Vecchioni, Giuseppe Narducci.

Nello spiegare le ragioni dell’addio a Realfonzo, il sindaco ha pronunciato parole simili a quelle che accompagnarono il licenziamento di Rossi dalla presidenza della municipalizzata dei rifiuti: “Non è una bocciatura nei suoi confronti”. Per poi aggiungere, però “che qualcosa non ha funzionato, che certi meccanismi andavano cambiati, e che comunque la scelta è stata difficile sotto il profilo umano”. Corsi e ricorsi storici degni di Benedetto Croce. Nel 2009 Realfonzo si dimise da assessore della giunta Iervolino attaccando a testa basta il meccanismo di gestione delle società partecipate utilizzate “per raccogliere consenso”. Venne avvicendato dal presidente dei revisori dei conti, Michele Saggese. E anche oggi è il presidente dei revisori dei conti a sostituirlo. Si chiama Salvatore Palma, è dottore commercialista, venne nominato durante l’amministrazione Iervolino e per poter rispondere all’appello di de Magistris ieri si è dimesso dalla carica. Mentre al posto di Narducci il sindaco ha chiamato il sindacalista emiliano Enrico Panini, segretario nazionale Cgil e componente dell’assemblea nazionale del Pd. Panini curerà le deleghe al Lavoro e allo Sviluppo. Non è un vero e proprio ingresso del partito di Bersani di giunta, ma è l’ennesimo segnale di apertura di de Magistris dopo quelli lanciati nelle scorse settimane. 

Tra i vari aggiustamenti, de Magistris assume in proprio la delega alla Polizia Municipale, al Personale (“era di Bernardino Tuccillo che però ha già il Patrimonio e i Cimiteri, deleghe impegnative”) e quella alla “Difesa e Attuazione della Costituzione”.