Pubblico volentieri questo video di ferocissima satira contro il nostro giornale. Mi spiace solo che tra i colleghi presi di mira non vi sia pure il sottoscritto che, come direttore de ilfattoquotidiano.it, ha in esclusiva il compito di decidere cosa far andare on line e in quale modo. Come è noto i nostri blogger hanno totale libertà di espressione. E anche se il contenuto dei loro post non rispecchia necessariamente la linea del giornale, per noi è importante mettere a disposizione una piazza dove si possano confrontare idee ed opinioni diverse tra loro. Unico limite è evitare il rischio querela (se  condannati paghiamo anche noi) e l’assenza di conflitti d’interessi. 

Nel caso di uno dei tanti interventi del duo Merighi-Troja contro Leoluca Orlando ho ritenuto (magari sbagliando) che entrambi i requisiti non fossero presenti. Massimo Merighi risultava infatti candidato alle comunali in una lista che sosteneva l’avversario di Orlando, Fabrizio Ferrandelli. E in rete, come vedete qui sotto, è possibile trovare un sito e numerosi video-interventi a favore del giovane politico. Per me era scorretto utilizzare la nostra piattaforma blog per la propria (e non dichiarata) campagna elettorale.

Orlando poi penso che si possano e si debbano rivolgere molte critiche. Ma quella di avere responsabilità nella morte di Giovanni Falcone a mio parere può essere considerata diffamatoria. Anche perché chi lo accusa è un avversario politico che se chiamato a risponderne in tribunale (assieme a me come direttore) non potrà proprio per questo (lo status di candidato) invocare in sua difesa il diritto di satira

Detto questo divertiamoci con Merighi- Troja che sono due grandi artisti, anche quando con cattiveria ci prendono per i fondelli.

La replica:

Caro direttore,
capiamo che non faccia piacere ritrovarsi “vittima” di satira, e capiamo che una buona dose di antiacido aiuterebbe. Però, per amore di chiarezza, lasci che ci avvaliamo del diritto di replica.
In primis, dobbiamo dirle che è un piacere leggerla, considerando che alle numerose nostre comunicazioni non s’è mai degnato di rispondere. Perché ogni volta che abbiamo chiesto chiarimenti in merito a un “pezzo” rifiutato, siamo stati rimandati “al direttore”, cui abbiamo scritto, ma senza alcun esito. Mai da lei ci giunsero parole. Ponzio Pilatez?
In secondo luogo, facendo il giornalista dovrebbe verificare meglio i tempi dei fatti. Ci permettiamo umilmente di suggerirlo, visti gli evidenti svarioni.  Il rifiuto di pubblicare non uno ma diversi pezzi, e non solo su Orlando, risale non agli ultimi, tristi tempi, ma a ben prima. Se vuole, quando vuole, le rigiriamo i carteggi con la redazione e con lei stesso. Tanto per rinfrescarle la memoria.

La satira su Orlando, inoltre, risale a ben prima della candidatura di Merighi. Si riguardi le date su youtube. Quel video è stato pubblicato l’8 febbraio, un mese prima delle primarie (4 marzo), quando della candidatura di Merighi (che invece risale a dopo le primarie) non c’era neppure l’idea. Del resto, anche fosse vero quanto lei afferma, non sarebbe Merighi l’unico “politico” a scrivere sul Fatto. Date un’occhiata agli altri blogger. Per amor di cronaca, all’epoca di quel video non solo Orlando non era candidato, ma era candidata Rita Borsellino. A rigor di logica, di quale denigrazione di quale avversario politico si parla se Orlando s’è candidato solo il 23 marzo?

Sempre a proposito di Orlando, e al video incriminato, una specifica è necessaria. Se lo vada a riascoltare, ma con attenzione. In quel video non si dice in nessun modo che Orlando sia responsabile della morte di Giovanni Falcone. Si dice solo, e con tanto di video a riprova, che ha accusato il giudice di “tenere le carte nei cassetti”. Del resto, l’ex ministro Martelli ha spiegato, sempre in video, perché era realmente nata l’animosità del sindaco democristiano contro il giudice. Ma proprio noi dobbiamo ricordarle, queste cose, e proprio a lei? Asserire che Merighi avrebbe utilizzato il FQ per farsi campagna elettorale (quando, per evitare proprio queste pretestuose accuse, s’è guardato bene perfino dal pubblicare post “innocui” su altri argomenti), e soprattutto sostenere che nel video si affermi che Orlando abbia “responsabilità nella morte di Giovanni Falcone” è gravemente lesivo. A maggior ragione se lo si fa dalle pagine di un giornale online. Si chiama diffamazione a mezzo stampa. Ma è il caso che se ne discuta nelle sedi competenti.

Guardi, bastava dire: pubblichiamo quel che riteniamo meritevole. Ci sarebbe stata più dignità, invece di cercare argomenti pretestuosi e denigratori. Un atteggiamento che ci ricorda qualcuno… a lei no?

La mia risposta: 
Cari Merighi e Troja,
non è la prima volta che mi ritrovo non vittima, ma protagonista della satira. E come sempre l’accetto perché altrimenti non potrei battermi per la libertà di parola. Vi ricordo però che questo sito ha pubblicato più post di politici dichiarati, da Sonia Alfano e Beppe Lumia, che apertamente e senza infingimenti sostenevano Ferrandelli e attaccavano Orlando. Io stesso ho pubblicamente polemizzato in tv con Orlando che contestava il risultato delle primarie e accusava Ferrandelli di ogni nefandezza: a mio avviso infatti se si partecipa a una competizione (allora al fianco della Borsellino) è scorretto dire all’ultimo momento che si manda tutto all’aria perché il risultato non piace.  
Nel vostro blog (dopo le primarie) sono stati pubblicati una serie di post, anche non satirici, contro Orlando. Questo è avvenuto l’11 aprile con la canzoncina “Perdere l’onore” e con la “Lettera a Tonino Di Pietro” del 25 aprile 2012 e con il post “Di Pietro e Orlando a Palermo” del primo maggio. Basta cliccare sui link per controllare.  Si tratta, detto per inciso, di post pubblicati senza che nessuno di voi  mi avesse avvertito della candidatura di Merighi, scoperta per caso da un mio redattore. Cosa che sinceramente mi ha un po’ infastidito. Così come mi ha infastidito che in uno di questi post si ricordasse una condanna definitiva di Orlando senza specificare come si trattasse di una semplice diffamazione  (il particolare non secondario l’ho fatto aggiungere io).
Il video di febbraio a mio parere (magari errato, lo ripeto, ma qui mi pagano per fare queste valutazioni) era invece a rischio querela.  A febbraio inoltre era ampiamente noto a Palermo, c’era chi ce ne aveva parlato, il vostro legittimo sostegno a Ferrandelli.  E in quei giorni erano già partite le prime furibonde polemiche tra lui e Orlando.  
Visto il susseguirsi degli avvenimenti, e fatta chiarezza nella mia cattiva memoria, preciso però volentieri che nel caso di quel primo video su Orlando la mia decisione era stata presa sulla base di quello che valutavo essere un pericolo di tipo giudiziario. Anche perché spulciando tra le circa 400 mail che ricevo al giorno (e alle quali ho spesso difficoltà a rispondere), ho scoperto che il 10 febbraio la cosa vi era anche stata detta per iscritto.
La questione del conflitto d’interessi – che diventa tale solo perché al lettore non si dice che uno delle due firme del blog è candidato e l’altro lo sostiene – resta invece tutta, secondo me, per i post di aprile.
Quanto alla vostra minaccia di querela cosa volete che vi dica? Io in vita mia mi sono preso accuse di ogni tipo da sedicenti colleghi e da politici di ogni colore, ma proprio perché mi batto per l’abolizione dei reati di opinione, di querele non ne ho mai presentata nessuna. Voi che fate satira siete però liberi di regolarvi come vi pare.   
Una cosa invece non la accetto. Pensare che qui non si faccia giornalismo senza guardare in faccia a nessuno. O che i nostri eventuali errori (né io, né i miei redattori siamo infallibili) siano frutto di complotti o abbiano ragioni politiche.
 Come ricorderete è stato il mio quotidiano on line a raccontare che il vostro video “Ma Beppe Grillo come fa?” era stato fatto cancellare per una fantomatica violazione del copyright dallo staff Grillo ed è sempre stato ilfattoquotidiano.it ha raccontare tutti i dissidi interni al Movimento 5 stelle e i presunti rapporti con la ‘ndrangheta di esponenti dell’Idv. Ricorderete anche che della canzoncina “Beppe Grillo come fa” esistono due versioni. Quella pubblicata sul mio sito e una seconda, più lunga, che vi era stato chiesto di rifare perché terminava con un manifesto elettorale di Luigi De Magistris. 
L’attuale sindaco di Napoli, come sapete, è un mio blogger, ma trovavo eticamente scorretto per il mio sito concludere un video satirico con una pubblicità politica. E mi ero un po’ stupito che della cosa non vi foste subito resi conto anche voi.
Mi sbagliavo? Può darsi. Ma qui la filosofia seguita su mia disposizione è questa. 
E ancora: se a molte mail non riesco a rispondere, demandando invece alle valide colleghe della redazione blog il compito di tenere i rapporti con oltre 500  blogger, non è per problemi alla Ponzio Pilatez. Ma per problemi di organico e di tempo. Gli stessi problemi che mi costringono a essere in redazione ancora alle 00,30 per rispondere alla vostra lettera, dopo esserci arrivato alle 8 del mattino.
Un’ultima annotazione. Sarebbe stato certamente più semplice dirvi non ho voluto pubblicare un vostro video perché non lo ritenevo meritevole. Ma non sarebbe stato vero.
Peter Gomez