Solo ieri dal Pdl arrivavano le bordate di Angelino Alfano e Renato Brunetta, ex ministri del Pdl che continua comunque a sostenere il governo, contro il dl sviluppo e quegli 80 miliardi di cui secondo il segretario del partito di Silvio Berlusconi “solo uno è reale, gli altri 79 anni sono virtuali“. E oggi sulle pagine del Corriere della Sera il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, ex ad Intesa che sul provvedimento approvato 48 ore fa dal Consiglio dei ministri “ci mette la faccia”, arrivano i conti di quei soldi ancora sulla carta. “La stima che mi hanno chiesto in conferenza stampa (gli 80 miliardi appunto, ndr) riguarda sia le norme che mettono a disposizione delle imprese nuovi strumenti di finanziamento, sia quelle che attivano o accelerano nuovi investimenti. Riteniamo che project bond, cambiali finanziarie, obbligazioni permetteranno alle imprese di raccogliere mezzi finanziari per almeno una quarantina di miliardi”. L’altra metà del tesoretto che dovrebbe rimettere in gioco l’Italia viene dal settore detrazione e agevolazioni: “Anche questa è una stima degli effetti economici che possono derivare dalle agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, dal Piano Città, dai progetti finanziabili dal nuovo Fondo per la Crescita sostenibile, dalla defiscalizzazione in campo infrastrutturale, dallo sblocco di molti cantieri energetici. Ci aspettiamo poi effetti positivi, più difficile da stimare, da agevolazioni sulle assunzioni, riforma del diritto fallimentare, accelerazione della giustizia civile (di cui ieri ha parlato il ministro della Giustizia Paola Severino con la prospettiva di processi più brevi e taglio di procure e tribunali, ndr), nuovi contratti di programma, semplificazioni procedurali”.

A chi critica il governo rimproverano la mancanza di quel colpo di reni e di creazione di idee che molti si aspettavano l’ex numero uno di Poste Italiane risponde: “Ce ne sono tante ma attenzione, nessuna scorciatoia: la crescita vera non si fa con gli annunci, schioccando le dita. Questo decreto contiene mesi di lavoro e riforme profonde. Su questo fronte l’impegno del governo è continuo, non esistono fasi 1 e 2. Fin dal salva Italia abbiamo inserito 14 miliardi per la riforma fiscale della crescita e altri 20 per il credito alle Piccole medie imprese con garanzia dello Stato. Da allora non ci siamo mai fermati”. Certo che è che i mercati sembrano aver accolto bene il provvedimento: “Ho visto crescere intorno a questo provvedimento, da quando le misure sono emerse, un’attesa e un supporto che mi hanno confortato, confermando che siamo nella direzione giusta. E forse anche i mercati hanno voluto mandarci un segnale”. Degli attriti con il vice ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che avrebbe comportato il ritardo del dl in Cdm di due settimane, Passera dice: “Con Grilli abbiamo trovato in questi mesi la soluzione a tantissimi problemi e cosi è stato anche stavolta” e così il ministro dello Sviluppo ha dovuto rinunciare “al credito d’imposta per l’innovazione, che valeva 6-700 milioni. Ma è solo un rinvio, in attesa delle risorse che verranno da review e dismissioni”. Molti hanno visto nella formula “salvo intese” un paracadute per il governo in caso di mancata copertura finanziaria, ma Passera smentisce questa eventualità sostenendo che: “Riguarda solo alcuni provvedimenti ed in particolare quelli di altri ministeri confluiti all’ultimo minuto nel decreto”.

Nell’attesa che il dl porti i suoi frutti ci sono aziende che chiudono anche perché non ottengono dallo Stato i soldi dovutigli oppure pensano di andare all’estero come un grande gruppo come la Fiat: “Entro l’anno si potranno rendere liquidi i primi 20-30 miliardi. Anche le decisioni di ieri contribuiscono a creare risorse. Con l’adozione della direttiva europea, il problema sarà risolto definitivamente. Sono le sue scelte (Fiat, ndr). Noi lavoriamo per facilitare lo sviluppo delle imprese in Italia e l’attrazione di investimenti dall’estero”.

Il lavoro del ministro che deve rilanciare l’Italia appare un compito gravoso che incontra anche resistenze: “Di resistenze ce ne sono tante, e su tutto. L’importante è riuscire a superarle. Ad esempio, il beauty contest non è stato una passeggiata ma, lavorando con l’Europa e l’Autorità per le comunicazioni, alla fine siamo arrivati a una soluzione. Anche sulle rinnovabili tanti avrebbero preferito che si continuasse a regalare incentivi in eccesso. Poi però l’accordo c’è stato”. Il rapporto con il Parlamento è stato intenso, ma fruttuoso per il ministro: “Tutte le nostre proposte sono state approvate e a volte migliorate dal Parlamento. Al di là della polvere, vedo una sostanza positiva e riconosco alla politica che non è facile sostenere questa linea di rigore. Sul fronte dello sviluppo l’appoggio è stato forte. Abbiamo messo mano a settori inimmaginabili come il gas, dove la separazione Eni-Snam è stata realizzata in qualche settimana, non in anni. Siamo intervenuti sul trasporto pubblico locale, dove ci sono più di mille aziende e forti resistenze, mettendo in moto un meccanismo che cambierà il settore. Abbiamo dato più poteri all’Autorità Antitrust e creato quella dei Trasporti. E abbiamo iniziato sei mesi fa…». E in questo tempo il ministero guidato da Passera è dimagrito di 200: “Abbiamo iniziato dagli uffici di mia stretta pertinenza, e siamo all’inizio. Ci sono migliaia di società dipendenti da ministeri ed enti locali che spesso non hanno ragion d’essere e su cui bisogna intervenire”. Sulla questione esodati, che vede il ministro del Lavoro Elsa Fornero al cento di polemiche e richieste di dimissioni, Passera media: “Bisognerà trovare una soluzione che tenga conto del disagio umano e sociale, senza venir meno agli impegni su cui è basata la credibilità finanziaria del Paese”. L’elezioni del 2013 diventano sempre più vicine e il ministro più importante del governo di Mario Monti, per molti, potrebbe aspirare a diventare il primo ministro: “Non lo so quello che farò. Ma so che questo governo ha un compito difficilissimo che sta riuscendo a realizzare proprio perché non ha vincoli elettorali. Monti ha fatto il miracolo di riportare l’Italia protagonista su tutti i tavoli importanti. Dobbiamo continuare così. Occuparsi del bene comune è bellissimo sentire l’appoggio della gente è di conforto. Dopodiché sono già sui prossimi dossier: agenda digitale e misure per le start-up, entro l’estate, e i cantieri della Salerno-Reggio entro il 2013. Poi si vedrà”