Neanche ventiquattro ore dopo il passaggio nel Consiglio dei ministri e sul dl sviluppo arrivano le prime bordate. Ed di peso quella che arriva dal Pdl di Silvio Berlusconi. “Sui giornali avevo visto che erano stati stanziati 80 miliardi per la crescita; poi ho capito che erano uno reale e settantanove virtuali. E’ come se noi, approvando il piano casa, avessimo detto che venivano non affidati, ma stanziati 50 miliardi’. A parlare è il segretario del partito berlusconiano ed ex ministro della Giustizia Angelino Alfano che annuncia per prossima settimana “le proposte del Pdl per la crescita”. La prossima settimana quindi il partito presenterà le sue idee: “Rispondo con un sorriso” : dice dal palco del ‘Lombardia Day’ della manifestazione organizzata a Milano per sostenere il governo della Regione in questo periodo di polemiche e inchieste giudiziarie. 

A chi gli chiede una riflessione sulle norme per la crescita pensate dal governo di Mario Monti e sui cui ci mette la faccia il ministro dello Sviluppo Corrado Passera Alfano risponde con polemica. Sulle norme l’ex Guardasigilli ha preferito non dare un giudizio perché “le liti fra i ministri hanno impedito di approvarlo, ed è stato approvato salvo intese quindi quando avremo modo di leggerlo lo giudicheremo. Già la prossima settimana, come Pdl – ha annunciato il segretario – presenteremo le nostra proposte per la crescita e offriremo al Parlamento per rafforzare e migliorare i contributi del decreto qualora non siano coincidenti con le nostre proposte”. ‘Se noi avessimo fatto un decreto sviluppo con un solo miliardo, i giornali avrebbero detto di tutto e di più su di noi”. 

‘E’ un reato indebolire Monti nel momento in cui si apre il negoziato europeo” dice il leader dell’Udc Pierferdinando Casini parlando della crisi dell’Eurozona a margine dell’assemblea dei dirigenti e dei delegati del partito a Sirmione (Brescia). “Dobbiamo sorreggere Monti con una mozione unitaria – aggiunge  non c’è spazio per furberie e per battaglie di parte che indeboliscono solo il suo potere negoziale”.  E sul dl sviluppo prosegue ”un primo passo significativo e una misura importante, anche se tutto è perfettibile. Non si va solo nella direzione del rigore ma anche dello sviluppo, perché di solo rigore si muore e noi abbiamo voluto fortemente queste misure”. Casini, da sempre convinto dell’appoggio al governo tecnico, si schiera ancora con il premier: “‘Se non ci fosse Monti e se l’Udc non avesse fatto le sue scelte saremmo nella situazione drammatica in cui è la Grecia e forse anche la Spagna. Monti ha difficoltà perché chi dovrebbe aiutarlo continua a trovare critiche come sul ddl anticorruzione, sul dl sviluppo o sulla mozione che aiuta il premier a sostenere in Ue le ragioni del nostro Paese”.

Critiche al provvedimento approvato ieri arrivano anche dall’ex ministro Renato Brunetta: ”Nel decreto sviluppo varato dal governo c’è del nuovo e del buono. Peccato però che il nuovo non sia buono e il buono non sia nuovo. Sono totalmente d’accordo con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, quando si chiede come avrebbero reagito i media se il governo Berlusconi avesse approvato un provvedimento tanto importante con una copertura di 1un solo miliardo sugli 80 previsti. In realtà – prosegue il coordinatore dei dipartimenti del Pdl – questo decreto sviluppo rischia di essere solo uno specchietto per le allodole, un coup de theatre dell’esecutivo per cercare di recuperare i consensi persi, utilizzando il metodo dell’effetto-annuncio, di cui Monti e Passera sono veri maestri. Sono molte, troppe le falle che a prima vista risaltano in questo testo, a partire dai dubbi sulla costituzionalità a quelli legati all’unità di intenti della squadra di governo (la frase “salvo intese” con cui è stato “approvato” non lascia presagire nulla di buono). Alla luce di quello che abbiamo potuto leggere dai giornali – conclude – o apprendere dagli annunci del ministro Passera e del presidente del Consiglio Monti, ma soprattutto per il bene del nostro Paese, voglio rivolgere un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché eserciti il suo rigoroso potere di controllo su questo provvedimento, esattamente come fece con l’ultimo decreto sviluppo varato dal governo Berlusconi”.