Il presidente del Consiglio Mario Monti appoggia la nuova discarica di Corcolle, che dovrebbe raccogliere i rifiuti di Roma al posto dell’esausta Malagrotta, e subito riesplode la polemica. Si dissocia il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, in linea con il titolare dell’Ambiente Corrado Clini, mentre il comitato “Salviamo Villa Adriana” promette battaglia in difesa del sito archeologico patrimonio dell’Unesco che sorge a 700 metri dal progettato sito di smaltimento

Tutto comincia con un comunicato di Palazzo Chigi in cui si legge che il presidente Monti “ha confermato la propria fiducia” al commissario delegato all’emergenza rifiuti, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, in merito alla discarica nel territorio di Corcolle, a due passi da Villa Adriana. Nella nota si legge anche che Monti “ha espresso il proprio convincimento che il Commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento dell’ambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato”.

VIDEO – Protesta contro la discarica di Villa Adriana

Subito arriva la presa di distanza per ministro dei Beni culturali Ornaghi: “Rimango contrarissimo” ha detto Ornaghi, che in passato insieme al collega dell’Ambiente Clini aveva espresso una ferma opposizione nei confronti della discarica in quell’area. “I vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell’area non sono derogabili per nessun motivo”, ha chiarito. “Non possiamo permetterci un’ondata di legittime critiche internazionali. Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati”.

VIDEO – Le rovine archeologiche di Villa Adriana

A questo punto anche i ministri della Giustizia Paola Severino e dell’Interno Anna Maria Cancellieri. “Concordo con il ministro dell’Interno Cancellieri sull’opportunità che la questione della discarica di Corcolle sia discussa in Consiglio dei ministri, così da valutare tutti gli aspetti su cui si sono pronunciati i colleghi Ornaghi e Clini”, ha dichiarato il Guardasigilli. E il sindaco di Roma Gianni Alemanno sottolinea “ancora una volta la contrarietà profonda al sito di Corcolle. Ho chiesto al prefetto, prima di prendere qualsiasi decisione, che ancora non c’è, di fare un confronto con me, con il presidente della Regione Renata Polverini, con i ministri Clini e Ornaghi per chiarire perché la scelta di Corcolle e non altri siti, che erano stati indicati dal rapporto della Regione”.

Poi ci sono i comitati, che da mesi osteggiano il progetto del prefetto Pecoraro. Dopo il placet di Monti annunciano una ”protesta bianca”, un’“obbedienza civile”. Senza blocchi stradali, sit in e scontri, ma con ricorsi in nome della Costituzione e una mobilitazione internazionale del mondo ecologista e della cultura. Il comitato “Salviamo Villa Adriana” è guidato dal principe Urbano Barberini, che commenta: “Il premier Monti su Corcolle ha fatto un passo falso di proporzioni mondiali ed è stato evidentemente mal consigliato. Ricordo che tra meno di un mese l’Unesco, nella riunione di San Pietroburgo, ha messo all’ordine del giorno la possibilità di togliere il prestigioso sigillo a Villa Adriana nel caso la discarica venisse aperta”.