Parole chiare le hanno dette al riguardo Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia ed altri sindaci, che non rinnoveranno alcun contratto con Equitalia, sottolineandone il modo di procedere assolutamente in contrasto con i minimi principi di umanità.

Alcuni recenti fatti di cronaca sembrano potersi ricondurre alla ricezione delle famose cartelle. Certe cose capitano solo in Italia. Si riesce ad abbinare l’assoluta inefficienza con sacche enormi di evasione e di sommerso e la persecuzione contro singoli contribuenti che giungono alla disperazione. Per non parlare degli errori inescusabili, dell’ignobile approfittarsi di soggetti incapaci e delle speculazioni e conflitti di interesse, come nel caso di quella dirigente che aveva messo in piedi una propria società per acquisire gli immobili ipotecati. Una vicenda inquietante che ha messo in evidenza torbidi legami con settori della casta.

E’ quindi il caso di fare i conti con Equitalia, organizzazione che di equo non ha nulla, ristrutturando il potere di riscossione in modo da garantire al tempo stesso umanità ed efficienza. Organizzandolo su base locale, mediante la partecipazione dei cittadini che valga ad individuare le sacche di evasione e di illegalità che sottraggono ingenti risorse alle casse pubbliche.

Ogni rapporto debitorio, che riguardi singoli o,  a maggior ragione, entità collettive, va reso compatibile con il rispetto dei diritti umani. Come ricordo nel mio libro Il debito estero dei Paesi in via di sviluppo nel diritto internazionale, quello relativo all’indebitamento è un percorso giuridico di civiltà, che nasce con l’abolizione del carcere per debiti da parte della lex Poetelia Papiria del 313 a. C. Tutte le religioni hanno sempre condannato l’usura, ma da un po’ di tempo a questa parte stiamo tornando indietro per effetto dell’ignobile dittatura dei poteri finanziari. E’ bene invece che gli usurai di ogni genere e chiunque li favorisca e li protegga, come quei funzionari di banca che segnalano i propri amici e compari cravattari, siano denunciati e puniti in modo esemplare. Anche da questo punto di vista l’entità dei tassi di interesse praticati da Equitalia suscita varie perplessità. Così come il suo modo di procedere non trasparente e non suscettibile di rimedi legali, così come ha rivelato Luca Telese in un suo recente post. Dimenticavo, il buon Bersani non ha perso occasione per esternare la sua solita banalità priva di significato, è evidente che non sono gli impiegati i colpevoli, ma responsabilità ce ne sono e grosse, specie da parte del mondo politico di cui lo stesso Bersani fa inequivocabilmente parte.

Così non si può andare avanti. E’ tutto l’ambiente istituzionale che va reso più user-friendly, individuando nel cittadino non un nemico da massacrare ma un partner da capire e aiutare. Così come le organizzazioni creditizie vanno restituite al loro ruolo istituzionale: permettere ed agevolare la libera impresa tenendone presente, qualora sussista, la funzione sociale e non mettersi a speculare nel casinò della finanza globale che va chiuso al più presto. E va istituita immediatamente la possibilità di compensare debiti e crediti nei confronti dello Stato.

Siamo stanchi di dover piangere imprenditori e cittadini onesti che uno Stato disumano e inefficiente non riesce a tutelare.

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