Ciascuno, ci mancherebbe altro, la pensi come vuole sul nuovo programma di Fazio e Saviano. A me è piaciuto perchè ho risentito parole, temi, personaggi, altrove oscurati o cancellati del tutto, salvo ovviamente le solite consuete eccezioni.

Penso alla Cecenia, al massacro di Beslan, al dialogo tra Lerner e Travaglio, al monologo di Paolo Rossi, ai “ponti” di Erri De Luca, al freddo in fabbrica rievocato da Maurizio Landini e potrei continuare..
Di questi tempi non è poco. Basterebbe dare uno sguardo, di tanto in tanto, alla programmazione quotidiana per capire che comunque abbiamo avuto la possibilità di bere un pò di acqua pulita, per rubare le parole a Enzo Biagi.

Al di là di queste valutazioni, personalissime e contestabilissime, resta l’oltraggio consumato dai vertici della Rai nei confronti degli abbonati. Il programma è stato trasmesso da La7 perchè questa Rai non ha potuto e voluto confermare il programma di Fazio e SavianoNon lo ha fatto perchè così era stato deciso dai mazzieri del conflitto di interessi, perchè i due avevano infastidito Berlusconi e Bossi, perchè Saviano aveva osato parlare della “Mafia al nord“; per questo la Rai ha preferito perdere programma e ascolti, piuttosto che fare uno sgarbo al proprietario del polo Raiset.

Quanto ha perso la Rai per questa follia? La Corte dei Conti, che ha un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione, chiederà  di quantificare il “procurato danno erariale”?

Per queste ragioni, al di là dei giudici critici ed estetici sul programma, sarà davvero il caso di accompagnare alla porta i vertici della Rai. Noi, come Articolo21, ci ritroviamo nelle candidature di Santoro e di Freccero o comunque in proposte che abbiano requisiti simili.

Nelle scorse ore si è candidato alla presidenza il mago Zurlì, qualcuno ha proposto anche Topo Gigio per la direzione generale.  Sicuramente il mago e il topo, essendo stati autorevoli protagonisti della Tv, non si sarebbero mai fatti scappare gli autori, i programmi, e le parole che aveva e che ora (non) ha più.