Dopo un anno di collaborazione con Il Fatto Quotidiano, vorrei stendere una breve nota sui commenti che ho ricevuto, perché mi pare che qualcosa, nel loro piccolissimo, possano dire sulla sensibilità degli italiani riguardo al tema dell’ambiente.

Iniziamo dal basso. Ci sono innanzitutto quelli che commentano con delle battutacce, magari in stile romanesco, per accentuare la volgarità, e per quelli, scusate, ma vale il motto “de minimis non curat praetor”.
Poi, ci sono quelli, per fortuna anch’essi una ristretta minoranza, che non capiscono il tenore del post, oppure estrapolano una parte di esso per criticare, spesso aspramente. Inviterei questi ad essere meno superficiali nella lettura.
Poi ci sono quelli che per partito preso ce l’hanno con me. Parlassi bene della Juventus mi criticherebbero ugualmente, anche se fossero juventini. Ritengo che a queste persone dell’ambiente non gliene freghi proprio nulla. Resta il mistero del perché farsi del male leggendo ogni cosa che scrivo, anziché evitare di leggermi e farla finita.

Ci sono, sempre della stessa risma, anche quelli che ce l’hanno invece apertamente con gli ambientalisti. Sono quelli che  credono ancora alle favole: che sia possibile uno sviluppo infinito in un mondo finito. Poi ci sono quelli che ho già definito i menopeggisti. Io parlo di un problema, e loro svicolano dicendo “Eh, facile parlare di questo, ma perché non parli piuttosto di…che è ben più grave?” 
E ci sono addirittura i chiaroveggenti, che se io dico che non bisogna mangiare carne, mi accusano di incoerenza perché non sono vegetariano. Ma diavolo, che ne sanno di cosa mangio?

Ci sono però anche quelli che mi muovono critiche costruttive, che mi fanno rilevare errori ed imprecisioni: con quelli si instaura un dialogo, e ciò è positivo.

Sul fronte degli apprezzamenti, ce ne sono tanti sul fronte TAV (il post su Sole e Baleno è stato uno di quelli più apprezzati): molti sono sicuramente della Val Susa, ma tanti capisco che vengono da tutta Italia, e questo non posso nascondere che mi faccia piacere. Il tema TAV – lo si è capito – mi è troppo caro perché non ha un carattere localistico, ma ha un significato generale di lotta contro il potere economico/politico, ed intorno ad esso sta crescendo una significativa porzione di italiani. Nel contempo, però mi spiace la scarsa sensibilità verso temi relativi ad altre grandi opere, come la Diga delle Tre Gole, solo evidentemente perché sono lontani da noi. In teoria bisognerebbe “pensare globalmente ed agire localmente.”

Anche il tema animalista raccoglie molti consensi (a parte i non pochi commenti favorevoli alla caccia, che francamente non mi attendevo, vista la percentuale italica dei contrari), anche se non mancano quelli che parli di salvare gli agnelli e ti dicono che “l’abbacchio è buono”, ma per questi vale quanto dicevo più sopra. Perché non si astengono dal commentare? Un blog auspicabilmente dovrebbe essere un luogo di costruzione, di approfondimento. I gusti alimentari non alimentano un blog, per lo meno non il mio!

Infine, vedo che ci sono molti lettori che auspicano come me la morte dei partiti tradizionali. Stiamo seduti lungo il fiume: vedremo passare i cadaveri.