I risultati elettorali per le elezioni amministrative stanno arrivando, ci sarà modo e tempo per un commento approfondito.

Quello che già emerge , senza il rischio di essere smentiti, non è solo l’aumento del non voto, la vittoria dei grillini , i successi di Doria, Orlando e Tosi, ma anche la disfatta della destra di Berlusconi e Bossi.
La loro “egemonia” resiste solo nell’etere, o meglio nel polo Raiset, a parte le pochissime eccezioni, trasformato in una sorta di ultima raffica di Salò.
Persino gli ultimi dati, forniti da una balbettante Autorità per le comunicazioni, hanno rilevato una presenza anomala e straripante della destra del conflitto di interessi.

Nelle ultime ore non sono solo stati letteralmente nascosti i referendum sardi, ma si è arrivati persino ad oscurare la vittoria di Hollande in Francia; mentre Rainews, meritoriamente e doverosamente , trasmetteva un lungo e completo filo diretto, Raiuno e il Tg1 ci hanno “regalato” uno speciale sulla vita del cantante Gigi D’Alessio….

Il polo Raiset è ormai un residuato bellico, un pezzo di autentica archeologia industriale e politica.

Dal momento che non credevamo ieri e non crediamo oggi alla subordinazione della Rai al quadro politico dominante, ci sembra oggi doveroso riprendere con ancora più forza la campagna, lanciata anche dal Fatto, per liberare l’Autorità di garanzia delle comunicazioni e la Rai dal controllo diretto dei governi e dei partiti.

Accetterà Monti di valutare le proposte di candidatura e di autocandidatura?

Saranno esaminati i curricula presentati?
Per l’AgCom sarà nominato un guardiano dell’interesse generale o sarà scelto un sacerdote del conflitto di interessi?

La Rai non ha bisogno di un nuovo consiglio, eletto con la Gasparri, magari con una nuova maggioranza, ma di una rottura netta con il passato, attraverso la individuazione di donne e uomini, validi, competenti che , nelle loro biografie, abbiano già dimostrato di amare il “bene comune” e di avere nel cuore i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione.

Le proposte ci sono, le candidature pure. Ora tocca a Monti dimostrare di avere il coraggio di  sfidare i santuari di sempre, le rendite di posizione, il conflitto di interessi.
Le tigri di ieri, appaiono sempre più invecchiate e con gli artigli spuntati.

Questo è il momento per provarci e per mettere ciascuno di fronte alle sue responsabilità.

Un governo che ha messo 15 volte la fiducia su materie riguardanti la carne viva di milioni di donne e di uomini, non potrà certo venirci a raccontare che “nulla può” di fronte al sempre più spelacchiato signore di Arcore.

Se non avrà il coraggio di farlo, ci risparmi almeno le sue considerazioni sull’antipolitica, perché questo polo Raiset e i suoi dirigenti sono stati e sono tra i massimi responsabili della degenerazione politica, etica e mediatica.