Nel maggio 2009 chi scrive denunciò con questo video le condizioni di sovraffollamento nei trasporti marittimi del golfo di Napoli. Ai passeggeri veniva venduto il biglietto ma troppi “non trovavano” il posto a sedere.

Decine di persone, pur avendo pagato sono costrette a mettersi per terra, ostruendo passaggi e corridoi. Fra questi donne, bambini, anziani… Una situazione che definire scandaloso è poco, non degna di una località turistica né tantomeno di un paese che vuole definirsi civile.

Ci si chiedeva se le leggi sulla sicurezza della navigazione fossero state rispettate, quanti biglietti erano stati venduti e qual era l’effettiva disponibilità di posti. Il video e con esso gli interrogativi posti sopra erano stato inviati, tra i vari destinatari, anche alla Capitaneria di Porto di Ischia e alla Commissione Europea.

Ovviamente a rispondere fu la sola Commissione europea che si disse intenzionata a chiedere delucidazioni su quanto accaduto alle Autorità italiane con riguardo in particolare al rispetto della normativa europea che regola la sicurezza della navigazione.

Ad agosto dello scorso anno poi un’inchiesta del TG1 denunciò il problema delle condizioni di sicurezza nel trasporto marittimo del golfo di Napoli tra cui il sovraffollamento e i turni massacranti e “ben oltre i limiti di legge” cui viene sottoposto il personale navigante. Su quest’ultimo aspetto va ricordata l’inchiesta di Report andata in onda nell’ottobre 2008 con la testimonianza del marinaio Di Munno, licenziato per aver rifiutato di lavorare ulteriori cinque ore dopo un turno di dieci ore.

Nonostante ciò non risulta ad oggi a chi scrive nessuna inchiesta aperta né dalla Procura della Repubblica di Napoli né dall’Ispettorato del lavoro del capoluogo partenopeo né ancor meno dalla Capitaneria di Porto su quanto denunciato.

Ma, quello che è ancor più grave e che la “prassi” va avanti! Questo nuovo video ne è la prova, denuncia ancora una volta la condizione di sovraffollamento sul traghetto del 1° Maggio delle 18.50 da Ischia per Napoli. Le stesse identiche scene che si ripetono senza che nessuna autorità intervenga (almeno fino a quando non ci scappa il morto, si veda la tragedia del Giglio). 

Ancora una volta c’è bisogno che “ce lo chieda l’Europa” minacciando una procedura d’infrazione e una maxi multa, solo allora, forse, l’Italia si adeguerà alle norme europee.